Fornero piange per la manovra Monti, ma vere lacrime saranno degli italiani

    Una manovra da 30 miliardi. A tanto ammonta l’insieme delle misure che il premier Mario Monti ha presentato al Consiglio dei ministri di ieri, che le hanno varate. Per l’esattezza, 12 miliardi saranno i tagli alla spesa pubblica e 18 i miliardi di incrementi da tasse. Nel complesso, la manovra è più dura dei 24-25 miliardi di cui si parlava fino a ieri pomeriggio.

    I capitoli maggiormente interessati dalle novità riguardano pensioni, ICI, IVA e determinati beni di lusso.

    Dall’anno prossimo si potrà andare in pensione a 66 anni per gli uomini e a 62 minimo per le donne. Entro il 2018 avverrà l’equiparazione tra uomini e donne a 66 anni. Saranno eliminate le finestre mobili e introdotte fasce di flessibilità per uscire dal lavoro, tra i 62-70 anni per le donne e i 66-70 anni per gli uomini, attraverso un sistema di incentivi e disincentivi sull’importo mensile della pensione.

    Abolito il sistema delle quote. Si andrà in anticipo sull’età di vecchiaia, solo godendo di almeno 42 anni e un mese di contributi per gli uomini o 41 anni e un mese per le donne. Se tale diritto sarà esercitato prima dei 63 anni, si otterrà una penalizzazione del 3% per ogni anno di distanza da quella soglia di età, applicata sulla quota della pensione applicata con il metodo retributivo.

    A partire dall’1 gennaio 2012 il metodo contributivo sarà applicato a tutti pro-rata. In sostanza, solo per gli anni di servizio maturati fino alla fine del 1995 sarà ancora possibile usufruire del calcolo retributivo, se ancora beneficiari della legge Dini, mentre per gli anni successivi il calcolo avverrà in modo contributivo.

    Sarà reintrodotta l’ICI sulla prima casa, con aliquota dello 0,4% sul valore catastale dell’immobile, rivalutato del 60%. Sulle seconde case, l’aliquota sale allo 0,75-0,76%.

    L’IVA sarà aumentata dal prossimo 1 settembre 2012, prevedendo un inasprimento delle aliquote del 21% e del 10% di due punti ciascuna, passando al 23% e al 12%. Ma questo avverrà se non sarà approvata la delega del fisco, che prevede tagli alla giungla delle detrazioni fiscali.

    Saranno applicate super-tasse sui beni di lusso, ossia indice di una certa capacità di reddito, come un super-bollo sulle auto di grossa cilindrata, una sovrattassa sulle barche oltre i dieci metri, per posto-barca, e sugli aerei privati.

     

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