Giù vendite in Spagna, come previsto

    Il mese di novembre segna un altro dato negativo per gli spagnoli; le vendite al dettaglio segnano un calo dell’1,5% e segue il calo dei cinque mesi precedenti. Ad ottobre, le vendite erano diminuite dell’1,2%.

    Non è una sorpresa per gli addetti ai lavori, che avevano pronosticato un calo delle vendite per novembre, pari all’1,6%.

    Tuttavia, è preoccupante il dato complessivo dell’economia spagnola, laddove solo in due mesi, nel 2010, le vendite hanno segnato il segno positivo.

    Queste cifre mostrano chiaramente che l’economia iberica non è uscita dalla crisi, come ampiamente dimostrato da tutti gli indicatori e gli istituti statistici nazionali e internazionali.

    La Spagna è tra i pochi Paesi, che anche nel 2010 avranno un calo del pil, quindi ancora in recessione.

    I motivi sono molteplici. Il governo spagnolo è dovuto intervenire con soldi pubblici, per salvare alcune banche dal fallimento e questo ha richiesto sacrifici molto duri agli spagnoli, per riportare i conti in ordine; e proprio l’austerità di Madrid frena la ripresa economica, sebbene sia necessaria.

    Altro motivo consiste nel fatto che buona parte della crescita della Spagna, nel decennio precedente, si è avuta grazie a una bolla immobiliare, scoppiata la quale, il Paese stenta a ritrovare la ripresa. 
    Pesano, infine, come un macigno le minacce di declassamento di Moody’s, tanto sul debito sovrano, quanto sulle banche.

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