Governo Renzi, i punti cardine del programma dell’Esecutivo

Matteo Renzi nella giornata di oggi si recherà al Senato per incassare la fiducia e far partire il suo Governo, il sessantatresimo della storia della Repubblica Italiana. Dopo intense trattative, ed estenuanti riunioni è riuscito a mettere su il suo eterogeneo esecutivo, e il suo programma originario, quello col quale è uscito vincitore dalle Primarie di dicembre, non può che essere stato smussato e modificato per renderlo accettabile alla più vasta platea possibile di parlamentari, a partire da quelli appartenenti agli alleati di governo, Ncd e Popolari.

Il nuovo Premier, che nei giorni passati aveva dichiarato l’intenzione di attuare almeno una riforma al mese, si dovrà concentrare all’indomani della fiducia sugli aspetti fondamentali legati alla disoccupazione e ai colpi di coda della crisi economica, che seppur in parte superata ancora non lascia intravedere una ripresa soddisfacente. L’ex Sindaco di Firenze, intende promuovere nuove assunzioni attraverso un abbassamento dell’Irap per le Aziende che assumano giovani, e al tempo stesso un abbassamento del cuneo fiscale, provvedimenti che dovrebbero in parte fare ripartire quel meccanismo delle assunzioni, da anni ormai inceppatosi. Dal punto di vista economico ha fatto sapere tramite Twitter dell’impegno del suo esecutivo per abbassare al più presto le tasse, e il desiderio di ridurre l’Irpef di un punto per le fasce più basse di reddito.

Altro tema fondamentale quello delle riforme istituzionali, con in primis l’obiettivo di modificare l’articolo quinto della Costituzione, per ri-confererire allo Stato il controllo sull’ energia, sulle grandi reti di trasporto e di navigazione e sui programmi strategici per il turismo. A seguire il delicato capitolo legato all’abolizione del Senato, col superamento del bicameralismo perfetto, e la formazione di una Camera di non eletti composta dai presidenti di Regione e dai Sindaci, con conseguente risparmio sui costi di gestione parlamentare; costi che dovrebbero diminuire anche con la legge che avrebbe l’obiettivo di equiparare lo stipendio dei consiglieri regionali a quello dei Sindaci.

Più complessa invece la fase relativa alla riforma della legge elettorale, con i partiti minori che compongono la maggioranza che premono affinchè non sia tra le priorità del nuovo Governo, per non rischiare di ritrovarsi impreparati davanti ad elezioni più vicine del previsto. Renzi vorrebbe dare subito il via ai lavori in parlamento, ma probabilmente non sarà per il momento una priorità del suo esecutivo, vista anche la volontà di rimanere in carica fino alla fine naturale del mandato, nel 2018.

Non resta dunque che attendere i prossimi giorni per vedere messo alla prova il Governo Renzi; le riforme elencate dovrebbero essere portate in Parlamento entro i primi tre mesi, partiti, alleati e non, permettendo.

[Credits foto: Agi.it]

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