I Djokovic non pagano, il Comune di Belgrado toglie loro i campi

In una Belgrado impegnata sempre con più insistenza a strizzare l’occhio all’Unione Europea e a candidarsi come partner credibile nelle questioni politiche ed economiche internazionali, può accadere anche che l’Amministrazione Comunale della città decida di rinunciare al prestigio e alla fama mondiale del suo sportivo numero 1, rescindendo il contratto di locazione per i campi da tennis di un centro sportivo gestito da circa quattro anni dalla sua famiglia.

Il protagonista di tutto questo è Novak Djokovic e l’impianto in questione il “Milan Gale Muškatirović“, nelle mani fino a questi giorni della società “Family Sport”, appartenente alla famiglia del tennista. Il dissidio sarebbe scoppiato, come riferiscono i media serbi, in seguito ai reiterati mancati pagamenti delle quote di affitto e dei servizi vari, nonché alla rinuncia della società nella scorsa primavera di provvedere all’organizzazione dell torneo Atp della capitale – l’Open di Belgrado – come da programma negli ultimi anni.

Ma la ritorsione, secondo ambienti vicini al numero 2 al mondo, sarebbe avvenuta per questioni prettamente politiche. Nole, insieme alla sua famiglia infatti, avrebbe partecipato alla recente convention del Partito conservatore del progresso serbo (Sns), partner di maggioranza del governo di coalizione del paese dell’ex Jugoslavia. La municipalità di Belgrado, in mano al Partito democratico (Ds), non avrebbe digerito questa esplicita presa di posizione del tennista e si sarebbe rifatta impugnando il contratto, che secondo i giornali della capitale ammontava inizialmente a 275’000 euro annuali, ridotti a 75’000 per le migliorie apportate alla struttura dai Djokovic.

Come se non bastasse, gli inquilini comunali avrebbero inoltre comunicato che “sugli edifici oggetto del contratto sono state avviate opere senza regolari permessi di costruzione, oggetto in corso ulteriori sanzioni pecuniarie. La responsabilità delle opere sono a carico dell’affittuario”.

Una situazione a dir poco imbarazzante per il numero 2 al mondo, incappato in una vicenda che avrebbe al più presto bisogno di chiarimenti.

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