Il film su Hannah Arendt per il Giorno della Memoria

Il 27 gennaio è un appuntamento imprescindibile per chiunque: ricordare, celebrare, commemorare le vittime del nazismo durante il Giorno della Memoria è un obbligo morale. Ma quest’anno si ha la possibilità di farlo in un modo del tutto speciale.
Solo per il 27 e il 28 gennaio, in un numero limitato di sale cinematografiche italiane, avverrà la proiezione del nuovo film di Margarethe Von Trotta, Hannah Arendt, che racconta lo spaccato di vita della filosofa ebreo-tedesca tra il 1961 e il 1964 quando seguì per il New Yorker il processo al gerarca Adolf Eichmann e pubblicò il suo libro “La banalità del male”.

Il film della Von Trotta, già nota per i suoi lavori “impegnati” come “Rosa Luxemburg” del 1986 e “Rosenstraße” del 2003, è un vero capolavoro a tutto tondo. La regista è infatti riuscita a condensare in un’ora e mezza ricostruzioni storiche, problemi filosofico morali e politici ma anche amore, sentimento, amicizia e divertimento.

Distribuito in lingua originale, o meglio lingue, dato che gli attori passano con naturalezza dall’inglese al tedesco, il film esibisce interpreti di grande spessore; senza nulla togliere però ad Alex Milberg che interpreta il marito di Hannah e agli altri attori, Janet McTeer (la scrittrice Mary McCarthy), Julia jentsch (Lotte), Ulrich Noethen (Hans Jonas) e Michael Degen (Kurt Blumfeld), protagonista indiscussa del film è Barbara Sukowa che riesce a recitare solo attraverso il suo sguardo.

Sono molte le scene in cui Hannah è assorta nei suoi pensieri e la Sukowa riesce a trasmettere allo spettatore esattamente quello che Hannah sta provando e sta pensando; e ciò è fondamentale perché la Arendt è il suo pensiero. Molto di ciò che è non viene assolutamente detto, viene rivelato dal suo sguardo, dal trauma dell’esperienza del campo di concentramento all’amore giovanile per il filosofo Heidegger.

Un film che illumina la figura di questa straordinaria donna che ha letteralmente cambiato e compreso a fondo il senso del totalitarismo e in particolare delle cause del nazismo. Una donna, una vittima che avrebbe facilmente potuto seguire il senso comune ma che era invece fortemente decisa a comprendere, a capire, perché questo era un suo dovere morale.

Un film che insegna molto, sulla storia e sull’essere umano e che per questa ragione verrà distribuito anche nelle scuole.
Ecco in anteprima il trailer
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