Il giro del mondo su e giù per le cucine

Il connubio creativo fra il fotografo Peter Menzel e lo scrittore Faith D’Aluisio ha dato vita ad un progetto documentaristico riguardante le abitudini alimentari contemporanee.

La visione artistica del fotografo documenta e descrive, in maniera dettagliata, attraverso questi scatti, come le consuetudini alimentari siano influenzate in maniera differente, da un polo all’altro del mondo in base all’ambiente, alla cultura e alla ricchezza di un popolo.

Etnie e aspetti sociali influenzano in modo diretto tutto ciò che viene servito sulla propria tavola.
La fotografia, in quanto fonte materiale inesauribile, ci racconta mediante questa collezione l’interpretazione del valore del caro vita e della spesa per alcune famiglia. La concezione del vitto cambia, sulle tavole imbandite la spesa delle famiglie nel mondo varia da 1 dollaro a 700 dollari a settimana.

Una raccolta d’immagini durata tredici anni ha dato luogo alla selezione teoretica per la mostra “Hungry Planet” che oggi è possibile visitare presso il Nobel Peace Center major e dalla quale è conseguita, successivamente, la nascita di un libro.

La fotografia sociale ad opera di Menzel e D’Aluisio narra le sfide di un mondo che vive di eccessi, dalla sovrabbondanza alla carenza di cibo.

È importante sottolineare che il livello di insufficienza alimentare è sempre più diffuso.
Dai dati raccolti da FAO, UNAIDS e Organizzazione Mondiale della Sanità, il Programma Alimentare Mondiale ha, ad esempio, rilevato che circa 870 milioni di persone nel mondo non mangiano a sufficienza per essere considerati in stato di buona salute. Questo significa che una persona su otto, nel mondo, ogni sera va a letto affamata. Anche secondo l’OMS la fame è al primo posto nella lista dei dieci principali rischi per la salute e causa un numero di vittime maggiore rispetto a quelle arrecate da AIDS, tubercolosi e malaria messi insieme.

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