Il Lippi d’Oriente presenta il suo sito ufficiale

Cina, Juventus, Nazionale azzurra, Mondiali, Thohir. Ne ha per tutti Marcello Lippi. L’ex allenatore dell’Italia campione del mondo di Germania 2006 ha parlato ieri pomeriggio, a margine dell’apertura del suo nuovo sito internet, senza tacere alcun tema “caldo” del momento. Il tutto mentre l’allenatore nato a Viareggio si prepara a tornare in sella a una selezione: la Nazionale di Lippi, appunto, una All Stars composta dai migliori calciatori che ha guidato nei suoi trent’anni di carriera. La selezione affronterà avversari di scala internazionale e raccoglierà fondi da destinare alla neonata Fondazione Lippi. Si parte contro gli Amici di Maradona, un amarcord che potrebbe disputarsi a Napoli, presso quel “San Paolo” che Lippi frequentò da allenatore del Napoli che raggiunse la qualificazione Uefa e dove Maradona è diventato Re. La sfida potrebbe giocarsi tra il 24 maggio e il 15 luglio, durante la sosta del campionato cinese. Quella Cina che ha ridato a Lippi “l’entusiasmo di allenare un club: non lo facevo dal 2004“. E chissà che non possa essere lui a guidare la Nazionale cinese a Russia 2018. “Può darsi che lo faccia, dovrò decidere. Loro mi chiedono di continuare ad allenare anche il Guanghzou, perché pensano che in fondo il club dà 10 giocatori alla nazionale. Ma non so se la cosa sia possibile“. Intanto, guarda al parmense Biabiany ma deve rinunciare a Del Piero: “Il mio club non vuole giocatori sopra i 31 anni, così è difficile che venga“.

Il gol più bello è però nel sito ufficiale, veicolo di fund raising abbellito da tante immagini del Lippi calciatore e allenatore, dalla Serie C all’Estremo Oriente. “In Cina mi sono dovuto aprire alla tecnologia, ma in particolare mi sono reso conto che, quando le cose nella vita ti vanno bene, è giusto impegnarsi per gli altri. E il sito è il migliore veicolo possibile per raccogliere fondi da destinare alle attività della fondazione“. E proprio l’Oriente lo porta ad applaudire Moratti: “E’ stato un grande gesto quello di lasciare a Thohir, lui che è così attaccato all’Inter e che ha saputo ripercorrere le orme paterne. Nel calcio di oggi, monopolizzato dai capitali stranieri, basta che l’assegno di uno sceicco e il fair-play finanziario dell’Uefa non esiste più“.

Intanto, Lippi il Mondiale lo seguirà in poltrona. In quella che otto anni fa era la “sua” panchina è seduto Cesare Prandelli: dopo il Brasile? “Sento parlare di Allegri e di Zaccheroni e mi sembrano entrambi candidati autorevoli. Allegri non è troppo giovane: ha il giusto carisma e l’esperienza internazionale. Ormai, se non si sceglie un tecnico della federazione come furono ad esempio Bearzot, Vicini e Maldini, tutti gli altri arrivano dai club e bisogna prevedere che il loro ciclo in Nazionale duri al massimo 4 anni. Poi possono tranquillamente tornare sulla panchina di un club“. Gli elogi per Prandelli (“la sua Italia è tra le big“) restano, come le parole di zucchero per Seedorf (“ha le doti per riuscire anche da allenatore“). La chiusura è sulla Juventus, la Vecchia Signora del Paul Newman italico: “Riesce complicato pensare che un’italiana, se la situazione finanziaria non cambia, possa rivincere la Champions da qui a dieci anni. Ho appena affrontato il Bayern di Guardiola e posso dire che è la migliore squadra del mondo. Ce ne sono altre, le spagnole e le inglesi, in grado di contrastarlo. La Juventus è scivolata su una buccia di banana. Qualche successo internazionale le può dare slancio e consapevolezza della propria forza. Come ai miei tempi, è una bella torta sulla quale si può mettere qualche ciliegina. Credo che possa puntare all’Europa League: la finale a Torino è un’ottima motivazione“.

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