Il ministro Clini e l’emergenza rifiuti che non c’è

“Nessuno stato di emergenza rifiuti”: il ministro Clini chiude così le polemiche che nei giorni scorsi hanno visto protagonisti il nuovo responsabile del dicastero dell’Ambiente e l’amministrazione comunale di Napoli. Arrivato nel capoluogo partenopeo per discutere della situazione rifiuti e dell’organizzazione delle due tappe dell’America’s Cup, Clini annuncia il raggiungimento di un accordo nel vertice che si è tenuto in Prefettura e al quale hanno partecipato il governatore Stefano Caldoro, il sindaco Luigi De Magistris e il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro.

Nel vertice tra governo e istituzioni locali si è giunto a un’intesa alle risposte da dare all’Unione Europea, che ha concesso due mesi di tempo all’Italia per intervenire sulla situazione rifiuti in Campania prima di procedere con le sanzioni. Il primo passo sarà fatto per favorire l’incremento della raccolta differenziata con la valorizzazione dei materiali raccolti e la creazione di “un’impiantistica adeguata, in particolare con il trattamento del compostaggio in ambito locale”. Proprio per aiutare la crescita della raccolta differenziata il governo si impegnerà per rendere possibile l’utilizzo dei fondi Fas al di fuori del patto di stabilità. Tra i punti in questione anche l’inceneritore a Napoli est osteggiato dalla giunta “arancione” di De Magistris: sul tavolo l’ipotesi di uno spostamento dell’impianto in un’altra sede (si parla di Giugliano).

La possibilità di realizzare il termovalorizzatore fuori città è stata fatta trapelare dallo stesso Clini al termine dell’incontro: “Le istituzioni hanno convenuto sulla necessità di riesaminare l’accordo del 2008 relativo all’impianto di Napoli Est e sulla possibilità di valutare ipotesi alternative, connesse al miglior funzionamento del ciclo dei rifiuti. Nel quadro della pianificazione regionale e nei connessi ambiti di programmazione provinciale saranno resi operativi i siti per la ricomposizione ambientale con prodotto stabilizzato, garantendo l’accelerazione delle procedure in capo al commissario straordinario, sentite le autorità locali”. In base a quanto trapela l’impianto potrebbe essere realizzato a Giugliano e dovrebbe non solo bruciare il tal quale, ma anche le 6 milioni di ecoballe che sono parcheggiate sul territorio regionale.

Clima quindi che volge al sereno con il ministro Clini che si dichiara “felice” per l’accordo raggiunto al termine di una giornata che era cominciata con le proteste delle ‘Mamme Vulcaniche’ e dei disoccupati che hanno accolto il responsabile del dicastero dell’Ambiente al grido “la spazzatura non va bruciata, raccolta differenziata”.

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