Il peccato originale è aver salvato la Grecia

    Dopo la Grecia, l’Irlanda; dopo l’Irlanda, già si parla del Portogallo, e si prepari la Spagna.

    Sembra il gioco dei dieci piccoli indiani, dove ad ogni giro, va via qualcuno.

    Se poi pensiamo che ciascun salvataggio costa ai Paesi finanziatori quasi centinaia di miliardi di euro, è evidente che qualcosa non stia funzionando e si chiama “rincorsa alla speculazione“.

    I mercati finanziari da quasi un anno sono in subbuglio, perchè i maggiori detentori di titoli di debito, esposti verso i Paesi più in crisi, vogliono alleggerire il portafoglio, chiudendo tali posizioni e riconvertendole, con titoli diversi.

    Tutto ciò scatena un’ondata di vendite, alimentata dal soccorso che i Paesi dell’Unione garantiscono ai mercati stessi, in funzione della loro stabilità.

    Ma è proprio questo interventismo che sta spingendo gli operatori a giocare a risiko, colpendo sempre più Paesi, i quali, da un punto di vista dei fondamentali macro-economici, non hanno colpe tali, da giustificare l’allarmismo.

    Lo scorso anno, l’Irlanda aveva un debito pubblico del 12%, la Spagna si aggira intorno al 65% e il Portogallo all’85%.

    Sono livelli del tutto sostenibili.

    La Merkel giorni fà lo aveva detto: ora è giunto il momento che anche i privati paghino per i loro errori (gli investitori). Speriamo che riesca a convincere i suoi colleghi europei!

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