Il tatto diventa l’unico senso percettibile agli Uffizi

Davvero singolare quello che accade agli Uffizi a Firenze: l’arte non necessariamente necessita dello sguardo e dell’osservazione diretta, ma può essere scoperta con il tatto. Così, diviene possibile per vedenti e ipovedenti, poter scoprire sculture come il “Cupido dormiente” di Lorenzo il Magnifico, o “L’Ermafrodito”, dalle forme particolari. L’arte dimostra quindi come può piegarsi alle esigenze dell’essere umano, che esso possa usare tutti i sensi o meno, come possa essere alla portata di chi vuole apprezzarla, in qualsiasi modo.

Il progetto “Uffizi da toccare” nasce in occasione della Giornata Internazionale per i portatori di disabilità, già lanciata nel 2009, che prevede appunto un percorso tattile per i diversamente abili. Già nel 2003 era stato promosso il progetto “Toccare per conoscere”: tutte iniziative ovviamente positive, che arricchiscono le attività della Sezione didattica del polo museale fiorentino.

Le visite saranno gratuite e senza prenotazione dalle ore 15 alle ore 17, e due operatrici condurranno quanti si presenteranno, al percorso da seguire, alla scoperta dell’arte in modo inusuale, diverso da come lo si possa immaginare. Sono state selezionate 16 sculture, ed esse verranno ‘toccate’ mediante guanti monouso in latex.

Ciò che ci deve far riflettere di fronte a fenomeni del genere è l’entrare nell’ottica di vedere l’arte non semplicemente ridotta alla pura osservazione e contemplazione: se non si può vedere si può però percepire.L’arte ci fa esplorare mondi mai visti, di cui solo noi siamo i veri protagonisti, e come tali dobbiamo cogliere ogni elemento che richiama la nostra attenzione, non dobbiamo trascurare i dettagli, perché in essi possono esser celati significati profondi. E per far questo non bisogna necessariamente vedere con occhi.

Il progetto è stato ben visto e sta riscuotendo grande successo, è una possibilità che non sempre viene concessa, quindi è bene approfittarne, fate in modo che tutti possano accedere al mondo meraviglioso dell’arte, quel mondo non solo visibile ma anche percettibile.

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