Irlanda, questione alcolismo: interviene la Commissione Ue

alcol

Una serie di elementi della legislazione proposta dal governo per affrontare il problema dell’alcol in Irlanda sono stati criticati dalla Commissione europea per aver violato potenzialmente il diritto imposto dall’UE.

La commissione ha contestato l’aggiunta di avvertenze relative alla salute ai prodotti alcolici e alle restrizioni sulla pubblicità. La commissione infatti deve essere avvisata in caso di modifiche significative che potrebbero influire sulla concorrenza. Il ministro della Salute Simon Harris ha accettato gli emendamenti di opposizione al disegno di legge che richiedono avvertenze sul cancro da apporre direttamente sulle etichette. Ha inoltre convenuto che le avvertenze sanitarie dovrebbero occupare un terzo dell’etichetta sui prodotti alcolici.

La commissione afferma che la dimensione proposta sulle avvertenze sanitarie è “sproporzionata”, asserendo di essere “molto preoccupata per l’impatto che questo requisito avrebbe sull’esportazione di bevande in Irlanda”. Inoltre ha affermato che le autorità irlandesi non hanno fornito un’adeguata giustificazione per l’entità di tali avvertimenti e l’obiettivo della legislazione potrebbe essere raggiunto con avvertimenti minori.

La commissione solleva inoltre preoccupazioni sul fatto che le restrizioni alla pubblicità potrebbero significare che le pubblicazioni per il mercato europeo dovrebbero essere specificamente adattate per l’Irlanda. Sulla questione delle restrizioni della pubblicità televisiva, la Commissione chiede al Governo che queste si applichino solo alle emittenti “sotto la giurisdizione irlandese”.

All’inizio di quest’anno, Taoiseach Leo Varadkar ha dichiarato che il governo non accetterà ulteriori modifiche alla legislazione controversa.

Il Public Health Alcohol Bill ha impiegato due anni per passare attraverso il Seanad dopo intense attività di lobbying su ciascuna delle quattro principali disposizioni: l’introduzione di un prezzo unitario minimo; segregazione strutturale dell’alcool da altri prodotti nei supermercati e nei punti vendita al dettaglio; requisiti di etichettatura dettagliati tra cui avvertenze sanitarie, contenuto calorico e alcolico; restrizioni su pubblicità e promozioni.

Le ultime osservazioni dicono: “La commissione esprime forti preoccupazioni sulla proporzionalità del requisito secondo cui almeno un terzo del materiale stampato sarà consegnato ad avvertenze sanitarie basate su prove. La Commissione inoltre ritiene che le dimensioni degli avvertimenti siano sproporzionate rispetto allo scopo perseguito, ossia la protezione della salute pubblica, in circostanze in cui le autorità irlandesi non hanno fornito alcuna giustificazione a sostegno dell’obbligo di assegnare una così grande parte dell’etichetta agli avvertimenti relativi alla salute”.

Prende comunque atto della clausola della legislazione secondo la quale la pubblicità deve includere “un avvertimento che ha lo scopo di informare il pubblico sul legame diretto tra alcol e tumori mortali”.

“La commissione ritiene che un approccio più mirato alle restrizioni sulla pubblicità potrebbe essere maggiormente appropriato. Il divieto proposto significherebbe che ad esempio una rivista distribuita in tutta Europa che contenga solo una pagina di pubblicità su un prodotto alcolico avrebbe bisogno di essere ristampata prima di essere legalmente commercializzata in Irlanda”.

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