Quando si tratta di diete e di strategie per perdere peso è ormai più che normale attendersi novità dagli Stati Uniti e, più in particolare, dalle celebrità che ai primi successi di una nuova dieta sono solite urlare al miracolo sulle varie riviste. In questo periodo quella che sta spopolando è la dieta del digiuno a giorni alterni. Un’alimentazione che consiste nel mangiare normalmente per un giorno, introducendo solo 500 calorie il giorno dopo. Il resto della dieta prosegue praticamente così e, a detta di chi l’ha provata, aiuta a combattere il grasso superfluo.

Secondo uno studio condotto a Chicago dall’università dell’Illinois è però emerso che non ci sono dati che supportino questa teoria e che la dieta del digiuno, nel lungo periodo, non fa perdere più peso di quanto non lo farebbe una corretta alimentazione ipocalorica.

Lo studio è stato condotto su un centinaio di obesi divisi appositamente in due gruppi ed osservati nell’arco di tempo di un anno. Alla fine del periodo di osservazione è emerso che il primo gruppo, che si era limitato ad una normale dieta ipocalorica aveva perso il 5,3% del proprio peso contro il 6% del gruppo che si era alimentato a giorni alterni con solo 500 calorie.

Nonostante la lieve differenza a favore della dieta del digiuno è emerso che tra i volontari si è registrato un 10% in più di abbandoni tra il gruppo del digiuno che, ad un certo punto del percorso, si era arreso considerando quel modo di alimentarsi troppo duro.

Ad onor del vero c’è da dire che il digiuno intermittente è sotto studio da diversi anni e che ci sono alcune teorie che lo considerano come una forma per mantenersi più longevi o per prevenire determinate malattie. Se si considera che il metabolismo umano non vive alla giornata è però intuibile che anche alimentarsi in modo corretto e senza eccessi ogni giorno può essere una valida alternativa e che nel lungo tempo risulterà indubbiamente più gratificante e meno stressante sia per l’organismo che per la psiche.