La prostituzione in Germania deve essere abolita

La Germania?” E’ ormai “un paradiso per i turisti del sesso dei Paesi vicini“. Questo quanto sostenuto dalla femminista tedesca Alice Schwarzer che si sta facendo promotrice di un appello per la revisione della legge sulla prostituzione.
Situazione diversa per il nostro paese, qui infatti sta procedendo quel percorso che vuole la soppressione della legge Merlin, legge che ha portato, nei lontani anni cinquanta, alla chiusura delle case di tolleranza e all’abolizione della regolamentazione della prostituzione.

La situazione tedesca presenta delle differenze. Lo Stato nazista creò un sistema centralizzato di bordelli cittadini ma anche di bordelli presenti dentro i campi di concentramento. Finita la seconda guerra mondiale si dovette assistere alla divisione in due della Germania. Da una parte la DDR rese illegale la prostituzione, ma usava comunque delle “apposite donne” come informatrici; dall’altra la Repubblica Federale Tedesca che la consentì. Nel 1967 venne aperta ad Amburgo la più grande casa d’appuntamenti in Europa.

La normativa in merito alla prostituzione restava comunque particolarmente ambigua visto che le attività di “favoreggiamento alla prostituzione” erano illegali e quindi davano non pochi problemi ai proprietari dei locali. Fenomeni di prostituzione sulle strade erano frequenti e persino alcune municipalità dovettero intervenire in merito. Altro problema emerse nel 2001, quando le giurisdizioni tedesche affermarono che il contratto di prostituzione era nullo.

Nel 2002, il rischio per molte donne di non essere tutelate svanì per la normativa che anzi migliorò la condizione. Secondo Schwarzer invece la norma sembra scritta per i trafficanti e fa “crescere la schiavitù moderna“.

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