La Svizzera abbandona il segreto bancario

La lotta all’evasione fiscale prosegue da molti anni, non solo in Italia, con metodi sempre più mirati e duri contro i cittadini disonesti. Si parla di evasione fiscale riferendosi principalmente all’elusione di tasse relative al reddito, trasferendo denaro all’estero o costruendo delle aziende anonime con sede nei paradisi fiscali.

Da novembre, i furbetti che facevano affidamento sulla Svizzera, non potranno più farlo. La Svizzera, da sempre considerato uno dei paradisi fiscali grazie alla sua riservatezza, ha deciso di eliminare il segreto bancario con una legge approvata dal Consiglio Federale Svizzero il 9 ottobre, che entrerà in vigore a paritre da novembre.

Il segreto bancario è una speciale discrezione “obbligatoria” che chiunque lavori in una banca deve rispettare, a tutela del cliente che ha versato i soldi presso la banca stessa. Già da un anno grandi compagnie del credito svizzero, come Ubs e Credit Suisse, avevano eliminato il segreto bancario, proponendo ai loro clienti di dichiarare le somme versate presso il paese di residenza, pena l’annullamento di ogni rapporto.

Il cambiamento, oltre a combattere l’evasione, fa parte di una legge riveduta relativa al riciclaggio di denaro. Senza più la celebre riservatezza “la Svizzera invierà sotto forma di rapporto numeri di conto, informazioni su transazioni di capitali o saldi di conti attualmente coperti dal segreto bancario o d’ufficio“, queste le parole dell’agenzia Swissinfo, relative al meccanismo di attuazione della nuova legge.

I partner stranieri potranno richiedere questi dati in modo da rielaborarli e utilizzarli per migliorare le finanze statali. Lo stesso ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni avverte “Vogliamo presentare una norma permanente per il rientro dei capitali dall’estero che favorisca il contribuente leale e punisca quello sleale. Il clima internazionale è cambiato e si va verso uno scambio automatico dei dati: chi ha portato soldi all’estero si troverà in una situazione molto peggiore di adesso“.

Si conclude tutto attorno al gioco del poliziotto buono e del poliziotto cattivo: se dichiari da te e fai rientrare i tuoi capitali in Italia bene, altrimenti rischi grossi guai. In realtà, non è proprio così allarmante l’affermazione di Saccomanni, nemmeno per coloro che fossero compresi nella seconda alternativa, quella cattiva.

Sono pochissime le persone fisiche che evadono non dichiarando il proprio patrimonio depositato all’estero. La maggior parte sono aziende che eludono il fisco creando conti coperti dalla riservatezza, come società anonime o intestate a qualche prestanome . Prendono il nome di aziende offshore, ovvero registrate con le leggi di un paese straniero, di solito paradisi fiscali, ma che svolgono le proprie attività fuori dai confini in cui sono iscritte, utilizzando conti correnti coperti dal segreto bancario.

Sicuramente la legge per cancellare definitivamente il segreto bancario in Svizzera è un passo avanti nella lotta all’evasione fiscale, che toglie la reputazione di riservatezza, per cui questo Stato è noto. Ci si aspetta quindi che gli Stati, perlomeno quelli membri dell’Unione Europea, collaborino fra loro creando un clima di unità internazionale, favorendo sia la giustizia che il portafoglio delle nazioni coinvolte.

Sabrina Mancin per Bloglive

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