Quando un romanzo si appresta a tramutarsi in pellicola, tutto cambia e le emozioni si fanno contrastanti. Una bella storia, in base a come viene narrata, può perdere la sua magia o mantenere intatta la sua autenticità pur coinvolgendo un numero più ampio di utenti che, molto probabilmente, prima o poi decideranno di passare anche alla versione scritta.

Il caso di oggi è quello del libro “L’amica geniale” di Elena Ferrante, edito dalla casa editrice e/o e destinato a diventare una mini serie grazie ad Hbo. Un’avventura che la scrittrice (il cui vero nome non si è mai saputo) non vede l’ora di vivere e questo nonostante non sia coinvolta a pieno nella scrittura della sceneggiatura.

In un’intervista rilasciata per New York Times, la Ferrante ha ammesso di non avere le capacità tecniche per dedicarsi alla sceneggiatura ma di leggere i testi corredandoli ogni volta di note dettagliate. E nonostante non sappia dire con certezza se queste note saranno prese in considerazione, la Ferrante si mostra serena e consapevole che per trasformarsi in una mini serie sia necessario qualche cambiamento qua e là. La scrittrice ha infatti dichiarato che “per quanto riguarda la fedeltà al libro, mi aspetto ci sia compatibilmente con le necessità del racconto visuale, che usa differenti strumenti per ottenere gli stessi effetti”.

Alla domanda circa la sua città, Napoli, ed alla possibilità che venga vista in modo diverso rispetto a quello offerto da “Gomorra” la scrittrice ha invece risposto: “Le città non hanno un’energia propria. Deriva dalla densità della loro storia, dal potere della loro letteratura e delle loro arti, dalla ricchezza emozionale degli eventi umani che vi hanno luogo. Spero che il rapporto visivo provocherà emozioni autentiche, sentimenti complessi e anche contraddittori. Questo è ciò che ci fa innamorare delle città”.

Il suo libro “L’amica geniale” per lei è un racconto realistico nel quale la fantasia è solo quella che appartiene normalmente all’infanzia e che tramite essa si sviluppa mostrandosi al lettore e nel futuro anche al telespettatore.