Lazio tra Petkovic in partenza, giovani promesse e tifosi in rivolta

La vittoria netta contro il Legia Varsavia è sotto gli occhi di tutti, la Lazio ha mostrato uno spirito di squadra, un gioco e una forza dei singoli che non si vedeva da tempo. Abbiamo già parlato dei giovani della “cantera” biancoceleste, Keita e Onazi su tutti, ma dopo la partita di giovedì sembra arrivata la svolta.

Il gruppo di promettenti campioncini si sta piano piano allargando: Anderson aveva già offerto sprazzi di gran classe nelle prime uscite e il goal è il coronamento di un percorso iniziato quest’estate. Perea invece è stato sicuramente il più criticato; arrivato come sostituto alla pari dopo il mancato acquisto di Yilmaz, il tifo laziale non l’ha mai visto di buon occhio. Lui però ha lavorato molto a Formello, è entrato in condizione e ha dimostrato di essere all’altezza del ruolo che ricopre, nonostante la giovane età-.

In parallelo a questi giovani che emergono però c’è la vecchia guardia che arranca. Hernanes sembra solo l’ombra del “Profeta” della passata stagione, Klose passa più tempo in infermeria che in campo e Ledesma spesso vaga per il campo senza saper bene qual è il suo ruolo in campo. L’unico a mantenersi sugli stessi standard è Candreva, che però spesso ha pagato il normale calo fisico dovuto ai tanti impegni.

A peggiorare la situazione poi c’è la questione Petkovic, il suo futuro sulla panchina della Svizzera ormai è certo, ed è sempre più vicino il divorzio con Lazio. Altra tegola per Lotito costretto a dover trovare un sostituto all’altezza per non peggiorare il già critico rapporto con la tifoseria.

Nei quartieri romani adesso però l’attenzione è tutta focalizzata a Varsavia, la sfida contro il Napoli di lunedì è passata in secondo piano quando si è sparsa la notizia dei 120 arresti, di cui abbiamo già parlato. Il popolo del web è in rivolta, si parla di trattamento indecoroso nei confronti dei supporter laziali. Stanno arrivando le prime testimonianze dei diretti interessati e noi ve ne riportiamo una molto significativa:

“Siamo stati trattati da animali. Cose che in Italia sarebbero classificate come violazione dei diritti fondamentali e della libertà personale. Perquisizione in albergo e occhi addosso ovunque. Noi siamo nell’occhio del ciclone e in alcuni casi ce la siamo anche voluta, ma da nessuna parte mi era mai capitato un trattamento del genere. Quattro perquisizioni in 3 metri prima di entrare allo stadio, etilometro, all’uscita scortati per step a gruppi di cinque verso i taxi, insultati dai poliziotti e poi abbandonati per la città, come se non fosse bastato quello che era successo prima, dopo alcuni ragazzi sono stati portati in bocca agli ultras del Legia a prendere le botte. Quelli del Legia si sono permessi quello che hanno visto tutti a Roma, hanno imperversato in città completamente ubriachi e nessuno ha fatto nulla, mentre noi per una birra venivamo fermati. È vero che c’è stato qualcuno che da sotto l’Hard Rock Café ha tirato dei sassi contro una camionetta, ma siamo stati fermati tutti, ci hanno buttato per strada come bestie, ammanettati. E solo alcuni sono riusciti a vedere la partita. Un trattamento disumano in quel freddo assurdo. E poi devo anche leggere sui giornali che siamo stati noi a creare casini per la città! Spero che darete la voce anche a noi che abbiamo la bocca tappata da questo sistema che ci considera scomodi”

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