Le lacrime di Nainggolan: Arrivederci Sardegna

La dolcezza del popolo sardo è indescrivibile: sa accoglierti come un figlio, ti coccola come se ti avesse visto crescere tra le infinite colline che impreziosiscono lo straordinario paesaggio della terra di Sardegna. Capita che passi di lì un indonesiano che però ha la nazionalità belga, un giocatore: Radja Nainggolan . Un centrocampista tutto cuore e potenza che ricordano i grandi vecchi mediani degli anni 70/80, tiro fulminante e contrasti energici, lo chiamano il Ninja. Cagliari diventa la sua Itaca: si trova benissimo, gioca divinamente, conosce la sua compagna. È facile trovarlo la sera in giro per la città, come un ragazzo qualunque cresciuto nella propria città. La favola di Nainggolan con Cagliari e la Sardegna si è interrotta ieri, ma non è finita e non terminerà mai. Anche per questo il neo giocatore della Roma ha scritto questa lettera per ringraziare quello che ormai è diventato a tutti gli effetti, il “suo” popolo.

“Per un sardo è difficile lasciare la propria isola. Lo è anche per me, che ormai sardo lo sono diventato d’adozione. Da una parte sono contento perché il trasferimento può essere un passo importante nella mia carriera calcistica; dall’altra sono dispiaciuto perché lascio un posto dove sono cresciuto come uomo e come calciatore. Ero convinto che in questa piazza si sarebbe potuto fare qualcosa di importante: purtroppo si sono verificati dei problemi che ci hanno allontanato dai tifosi e dall’Isola e hanno impedito la realizzazione del progetto. Spero comunque che questa situazione possa risolversi al più presto perché il Cagliari e la città di Cagliari meritano molto più di quello che hanno ricevuto negli ultimi tre anni. Non smetterò mai di ringraziare il Presidente, i compagni, la Società, gli allenatori che ho avuto durante queste stagioni in rossoblù. Grazie a loro sono diventato quello che sono oggi. Non meno importante il ringraziamento per i tifosi, che mi hanno sempre sostenuto e mi hanno fatto diventare il primo tifoso di questa squadra. Per questa maglia ho sempre dato il massimo. Oggi termina un cammino; ne inizia un altro, ma questi anni me li porterò sempre dentro. Faccio un grosso bocca in lupo a tutti i miei compagni (e amici). Sono sicuro che faranno un ottimo finale di stagione anche senza di me. Mi mancheranno, così come spero che anche io mancherò un po’ a loro. Cagliari, ti voglio bene!” Rajda.

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