Purtroppo, nelle città italiane, gli animali domestici sembrano avere pochi diritti. E un rapporto dal titolo “Animali in città” stilato da Legambiente evidenzia bene questo problema: su 81 città prese in esame soltanto 10 riescono a raggiungere la sufficienza.

Sufficienza in cosa? Nell’offerta di servizi dedicati agli amici a quattro zampe: dalle aree verdi nei parchi ai negozi in cui è concesso l’accesso agli animali, dai punti vendita specializzati alle nuove realtà di bar e ristoranti per cani e gatti. L’Italia è un paese molto carente da questo punto di vista.

Le città che si posizionano in testa alla classifica in quanto possiedono servizi efficienti e organizzati per animali domestici sono Prato con 79,36 punti, Bolzano con 74,34 e Modena con 71,42. Tra i centri piu’ grandi il migliore e’ Padova con 59,97 punti, mentre tra i piccoli vince Pordenone con 63,5.

In teoria dovrebbe essere tutto il contrario: ad occupare le posizioni più alte si pensa dovrebbero essere le città maggiori, più sviluppate a livello urbano e amministrativo. Ma la realtà è ben altra e i piccoli/medi centri dimostrano ancora una volta di avere una marcia in più nella cura e nel benessere non solo dei cittadini ma anche degli animali che i cittadini ospitano nelle loro case.

La mancanza più grave nelle città italiane è quella di luoghi aperti dove poter portare a spasso il proprio amico a quattro zampe: nei Comuni italiani infatti è presente un’area apposita ogni 28.837 cittadini.

Per quanto riguarda poi i luoghi privati, come uffici o locali, poco meno della metà dei Comuni dichiara di aver adottato regolamenti che consentano l’ingresso in queste zone agli animali domestici, mentre nelle aree costiere solo il 34% delle città ha previsto l’accesso di cani e gatti al mare o al lago.

L’indagine di Legambiente ha poi registrato un altro indice negativo per quanto riguarda l’interesse dell’uomo verso l’ambiente: soltanto il 26% dei Comuni infatti realizza una mappatura delle specie animali presenti sul territorio.

Non vi è dunque solo uno scarso interesse da parte delle città italiane nei confronti di quelli che spesso diventano dei compagni di vita dell’uomo, ma anche verso l’ambiente stesso e le specie che lo abitano. E questo sottolinea ancora una volta come l’uomo non abbia compreso l’importanza e l’unicità del mondo in cui vive.