L’inganno dietro i miracoli della bellezza

Quella che stiamo vivendo è stata più volte definita come l’era della velocità, delle enormi trasformazioni e dell’avanzare vertiginoso della tecnologia. Veniamo letteralmente bombardati quotidianamente da notizie di tutti i generi, immagini e suoni che non abbiamo nemmeno il tempo di mettere a fuoco e digerire, essendo immediatamente sommersi da altre numerose informazioni. È una gara continua alla ricerca della pubblicità perfetta, delle idee migliori che possano catturare l’attenzione dei consumatori, i quali assumono così il ruolo di una pallina lanciata in tutte le direzioni, in una confusione sicuramente non casuale.

Non si ha il tempo necessario per fermarsi a riflettere e le aziende produttrici puntano proprio su questo: uno sguardo veloce all’involucro, ben costruito per attirare l’attenzione e il contenuto va automaticamente in secondo piano. Un po’ come per i libri: una bella copertina attira lo sguardo e aumenta il desiderio di leggerne il contenuto, ma il più delle volte si rimane delusi.

Così come ci si illude che molti prodotti di bellezza possano, come per magia, fornire il nettare della giovinezza: pelle visibilmente più compatta e giovane, attenuazione delle rughe, riduzione dell’ invecchiamento cutaneo e tutto in pochissimo tempo. Per non parlare del fatto che molte pubblicità esaltano la qualità dei propri prodotti, promettendo la prevenzione o addirittura l’eliminazione definitiva di danni causati dall’età e dall’esposizione al sole, generalmente irreversibili. È in atto una vera e propria concorrenza al bisturi e infatti molte creme vantano di contenere determinati ingredienti come l’acido ialuronico o il collagene, utilizzati nella medicina estetica in quantità più elevate.

Se da una parte l’ingenuità dei consumatori trova giustificazione nella curiosità intrinseca dell’essere umano, che induce verso ciò che apparentemente possiede delle ottime qualità ed è più semplice da ottenere, d’altra parte l’atteggiamento passivo è da condannare. Si diventa inconsciamente vittime di un processo mediatico, che punta sull’inganno e sulla vulnerabilità dei soggetti che, a causa di una cattiva informazione, ripongono fiducia in questi prodotti. Ci si lascia ammaliare da fotografie che mostrano ‘’un prima’’ e ‘’un dopo’’ o dalle ampollose parole scientifiche riportate sulla confezione, che ne descrivono il prodotto. La maggior parte non viene nemmeno sottoposta ad un’analisi ed un controllo medico, risultando così estremamente pericolosa per la salute.

A tal proposito, esiste una legge che mette al bando le pubblicità ingannevoli. Si tratta dell’articolo 20 del Regolamento europeo 1223/2009 sulle dichiarazioni utilizzate dalle aziende per la presentazione dei cosmetici. La legge prevede infatti che sulle etichette o nelle pubblicità, non compaiano marchi, immagini o denominazioni che possano attribuire ai prodotti di bellezza funzioni che non possiedono. Le aziende inoltre dovranno sperimentare e dimostrare l’efficacia delle proprie merci. Recentemente l’Antitrust ha infatti sanzionato alcune aziende che, attraverso ammalianti pubblicità, promettevano risultati impossibili da ottenere.

Prestare una maggiore attenzione a ciò che ci viene offerto, comporterà dei benefici non solo al portafoglio, in quanto l’acquisto dei prodotti miracolosi prevede una spesa elevata, ma anche e soprattutto alla salute. Chi non preferisce la strada più semplice da percorrere? Non è detto però che sia anche quella che porta i risultati migliori, poiché uno stile di vita salutare (evitando il fumo, i superalcolici e la prolungata esposizione al sole) e qualche sacrificio, per chi non ama il bisturi, a lungo andare darà ottimi risultati.

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