Non bastava la querelle con Valeria Marini per i 200mila euro ricevuti in prestito ma mai restituiti: su Gigi D’Alessio si abbatte una nuova tegola, quella del penale. Il celebre cantante partenopeo è finito sotto processo a Roma per dei fatti risalenti al 2007, quando strappò le macchine fotografiche dalle mani di due paparazzi proprio davanti alla sua villa romana. Il pm Cristiana Macchiusi, ora, per quella vicenda, ha chiesto che i giudici condannino la star a 3 anni di carcere.

I fatti risalgono all’11 gennaio 2007, quando Gigi D’Alessio si trovava nei paraggi della sua casa romana in compagnia di Anna Tatangelo. In quel momento due fotografi erano appostati a pochi metri dall’abitazione, speranzosi di cogliere l’artista insieme alla sua nuova fidanzata (quando il gossip su di loro e sulla loro presunta storia d’amore circolava su tutti i tabloid nazionali). Accortosi di essere “sotto osservazione”, D’Alessio chiese ai fotografi di andarsene, ma questi non lo fecero. Di lì a poco ne nacque uno scontro verbale, trasformatosi poco dopo in una colluttazione.

D’Alessio, relativamente agli apparecchi strappati di mano ai due fotografi, ha sempre sostenuto che le macchine fotografiche gli furono consegnate dai paparazzi stessi. Sembra infatti che le due parti fossero d’accordo che D’Alessio verificasse le foto scattate. “Non presi le loro attrezzature per impossessarmene, ma furono loro a darmele per dimostrare che non avevano fatto alcuno scatto”, dice ancora oggi il cantante. “I borsoni con gli apparecchi – aggiunge – li diedi poi ai carabinieri che stesero un regolare verbale in merito”.

La versione di D’Alessio però non ha mai convinto del tutto i pm che ora vogliono per lui una condanna a 3 anni di carcere con l’accusa di rapina. La sentenza è attesa per giovedì.