Madre getta figli dalla finestra: a Busto Arsizio ennesima tragedia familiare

E’ di pochi minuti fa la notizia dell’ennesima tragedia familiare. A pochi giorni dall’omicidio – suicidio di Palermo (poliziotto che spara al figlio di 7 anni e si uccide) a Busto Arsizio (Varese) una madre getta i due figli di sei e tre anni dalla finestra. Da notizie raccolte sul posto, pare sia stata la madre dei piccoli a compiere l’insano gesto. Ciò che si sa al momento, è che la bambina di sei anni ha subito un trauma cranico ed è ricoverata a Legnato, mentre il fratellino di 3 anni più piccolo è all’ospedale di Busto Arsizio con traumi all’addome.

Il fatto sarebbe accaduto attorno alle 12 di oggi, all’interno del condominio situato al civico 7 di viale Boccaccio. I due bambini sarebbero stati scaraventati dalla finestra e finiti nell’androme del palazzo. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine e gli operatori sanitari. Ancora non si conoscono le dinamiche di questa ennesima follia familiare. Da una prima analisi, si pensa ad una forte depressione della donna. Si attendono ora le indagini per chiarire cosa sia davvero successo in casa per indurre una madre a compiere un atto così insensato.

Come dicevamo, il fatto avviene a poche ore dall’omicidio – suicidio di Palermo. Un poliziotto, stando alle prime indagini, stremato da problemi economici, impugna la pistola d’ordinanza e spara al figlio di appena 7 anni. Subito dopo, rivolge l’arma verso di sè e spara, morendo sul colpo. Il bambino, il piccolo Gianluca Irrera prelevato da terra ancora vivo, è stato subito trasportato in ospedale. Oggi sappiamo che ogni soccorso è stato vano. Il bollettino medico dell’Unità operativa di Neurochirurgia dell’ospedale Civico di Palermo parla di morte celebrale. La madre ha dato il via libera all’espianto degli organi. Il piccolo aveva subito lesioni letali alla testa causate dalla pistola calibro nove del padre, Ivan Irrera.

Una esclalation macabra, quella di questi ultimi mesi, innescata da una situazione economica sociale delicata ed estremamente precaria.

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