Le indagini sul caso dell’aereo scomparso lo scorso sabato, appartenente alla Malaysia Airlines, non smettono di stupire.

Il quotidiano Malaysia The Star riferisce, secondo quanto detto dall’Ambasciatore Malaysia di Pechino, che le ultime parole pronunciate dal pilota 53enne del Boeing 777, Zaharie Hamad Shah, alla torre di controllo sono state «Tutto bene, buonanotte». Teoricamente queste parole sono state pronunciate mentre il volo MH370 entrava nella patria vietnamita, ma alcune recenti ricerche sostengono che l’ultima posizione localizzata sia invece molto più vicina alla Malaysia rispetto a quanto sia stato pubblicamente affermato in precedenza.

Per quanto riguarda le ricerche dell’aereo, ancora senza esito, il ministro della Difesa malese, Hishammuddin Hussein, afferma «Le ricerche del Boeing 777 sono più difficili di quanto previsto. Ci sono 43 navi e 39 aerei in circa otto nazioni che perlustrano quotidianamente un’area di 92.600 chilometri quadrati. Per ora non abbiamo ancora trovato nulla, ma stiamo estendendo ulteriormente il campo in cui operare. Non ci arrenderemo, lo dobbiamo alle famiglie. Ringrazio ancora l’India per essersi unita a noi nell’ardua ricerca del velivolo».

Un altro caso poco chiaro , inoltre, riguarda l’inchiesta interna sul conto del co-pilota 27enne Fariq Abdul Hamid.
Una cittadina sudafricana, Janti Roos, ha infatti detto alla tv australiana che a dicembre 2011 lei e la sua amica Jan Maree, trascorsero tranquillamente un’ora a fumare nella cabina di pilotaggio insieme ad Hamid.
Gli agenti stanno cercando i video che dimostrino tale fatto.

Un altro particolare giallo coinvolge invece le 19 famiglie di alcuni passeggeri cinesi dispersi, ed è stato divulgato dai media della Cina.
Quattro giorni dopo la scomparsa dell’aereo, infatti, le famiglie hanno provato a contattare telefonicamente i loro cari ed hanno tutti ottenuto linea libera ed udito gli squilli, senza però ricevere alcuna risposta.
Per confermare l’accaduto, le famiglie hanno firmato un comunicato congiunto.

Le autorità continuano a non escludere nessuna ipotesi e viaggiano principalmente su quattro piste: guasto meccanico, errore del pilota, sabotaggio e terrorismo.