Il Tribunale di Genova ha deciso in maniera chiara ed inequivocabile: Marika Cassimatis ha ragione su tutta la linea. Beppe Grillo non poteva togliere alla Cassimatis il risultato che la stessa aveva democraticamente ottenuto nelle votazioni online. Il giudice Roberto Braccialini, che ha studiato il Regolamento e il Codice Etico del Movimento, ha dunque sospeso cautelativamente le due delibere con cui la prof di Geografia veniva esclusa dal M5S.

Questo però non è bastato per far sì che Grillo tornasse sui suoi passi, anzi, sul blog ufficiale si legge una secca replica: “Non possiamo non rilevare come in nessun passo della predetta sentenza si sostenga che la Cassimatis è la candidata sindaco del Movimento 5 stelle, come lei ha affermato. Marika Cassimatis è stata sospesa e la votazione tenutasi il 14 marzo scorso è stata annullata, per cui la stessa non è né sarà candidata con il Movimento 5 Stelle a Genova alle elezioni dell’11 giugno”.

Per il momento, quella giunta dal Tribunale è solamente un’ordinanza di sospensione: il merito della questione verrà deciso più in là. Il giudice ha stabilito che Grillo non ha rispettato lo statuto che consente l’accesso alle votazioni online solo ed esclusivamente agli iscritti a Genova. Il magistrato invece non si è espresso sulla decisione presa il 6 aprile, quando Grillo ha escluso la Cassimatis dalla piattaforma Rousseau. “Quella esclusione – scrivono i giudici – non può essere presa in considerazione”.

Dal canto suo la Cassimatis esce comunque più vittoriosa di prima da questa sentenza, tanto che l’avvocato Lorenzo Borrè ha fatto notare come il Movimento debba candidare la prof di geografia, “a meno che non si voglia boicottare una decisione del giudice”.

Marika Cassimatis ha appreso la notizia dai suoi avvocati, che le hanno comunicato la decisione del Tribunale tramite posta certificata. “Ho vinto su una questione di diritto – ha detto la pentastellata – ora sono la candidata sindaca dei Cinque Stelle per Genova. La palla passa a loro, sono loro che devono stabilire cosa fare. Possono sempre dire di essersi sbagliati, adesso però bisogna parlarsi fisicamente perché finora non è stato possibile farlo”