Mercato auto: nel 2012 come negli anni ’80

    Il 2012 comincia male per l’auto italiana che nel primo mese del nuovo anno incassa il primo segno meno a due cifre, con le immatricolazioni ferme a quota -16,9% rispetto allo scorso anno, quando il calo era pari al -15,3%. La discesa è in picchiata: il mercato italiano si attesta sui valori di circa vent’anni fa.

    Ma qual è la situazione dei singoli marchi? Fiat con 40.500 unità accusa una perdita pari al 17% con una quota di mercato stabile al 29,5%. Male anche per  Volskwagen che con  un totale di 18.396 vetture immatricolate  incassa un meno pari  a 17,5%. Bene,  invece, per le coreane  Kia-Hyundai che possono contare a gennaio su di un +27%  con 6.398 unità. Buone notizie anche per BMW e Mini (+8,43%; 5.519), oltre che per Jagaur e Land Rover (+1%; 1.434) e  Porsche (+1,8% ;452).

    Ma secondo le associazioni di categoria il crollo del mercato auto pesa anche sul Governo come un’arma a doppio taglio: “Paradossalmente il governo è il primo danneggiato poiché perde, su ogni auto venduta, circa 5.000 euro tra IVA e tasse varie – Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto- Inoltre deve investire milioni di euro per far fronte agli ammortizzatori sociali in quanto non siamo in grado di mantenere centinaia di migliaia di posti di lavoro”.

    Di qui la necessità secondo Jacques Bousquet, presidente dell’Unrae, l’associzione dei costruttori, di una forte sterzata all’auto italiana e di un concreto segno di rilancio ad un settore che negli ultimi 10 anni  ha contribuito con più di 600 miliardi di euro alle entrate dello Stato e da cui dipende  l’11,4% del Pil nazionale.

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