Nessuna illusione, la BCE resta indipendente

    C’è il tentativo, in queste settimane convulse di salvataggi e mercati altalenanti, di trascinare la BCE in una nuova era, che riveda e riscriva il Trattato di Maastricht, che fu alla base delle regole del suo funzionamento, oltre che della sua istituzione.

    La Banca Centrale Europea, come noto, ha come unica responsabilità quella di tenere i prezzi stabili, in una forbice tra lo zero e il 2% massimo all’anno, in modo da garantire una crescita ordinata dei Paesi dell’Eurozona.

    In ciò si distingue fortemente dalla sua omologa americana Federal Reserve, la quale interviene anche a fini di sostegno della crescita, attraverso una politica monetaria accomodante.

    L’intervento della BCE sui mercati, in queste ultime sedute, a sostegno dell’acquisto dei titoli del debito portoghese e irlandese sono, forse a torto, stati considerati, a livello politico, come un primo timido segnale di apertura della BCE a una politica di immissione di liquidità sui mercati, a sostegno dell’economia.

    Nulla di tutto ciò e lo stesso governatore di Bankitalia Mario Draghi lo conferma; la Banca Centrale Europea sta, eccezionalmente, cercando di stabilizzare i mercati, peraltro nervosi oltre misura, attraverso interventi mirati a contenere i rendimenti dei titoli degli stati in difficoltà, tali da riportare i mercati stessi in una situazione di relativa serenità ed evitare che i governi si indebitino a tassi crescenti e non sostenibili.

    Ma la contropartita di questi interventi c’è già e si chiama austerity!

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