Neurochirurgo annuncia: tra due anni pronti per il trapianto di testa

“Tra due anni siamo pronti per il trapianto della testa” questo è l’annuncio fatto da un neurochirurgo italiano che nelle ultime ore ha sconvolto il mondo. Si tratta del dottor Sergio Canavero di Torino che nel settimanale “Oggi” in uscita questa mattina 19 giugno 2013, è evidenziata la sua personale dichiarazione citata in apertura di articolo, con la quale afferma che entro un paio di anni si potrà eseguire un trapianto di testa.

 
Il progetto lanciato dal professor Canavero si chiama Heaven/Gemini ed è stato pubblicato sulla rinominata rivista scientifica on line Surgical Neurology International. Un progetto di vita che vedrebbe la possibilità di unire il moncone spinale da parte di un corpo donato con quello di un altro soggetto, il ricevente appunto.

 

 

Un progetto destinato ad alzare un polverone etico planetario; si accende realmente la possibilità di aumentare l’aspettativa di vita di un essere umano. Che cosa dobbiamo aspettarci? In che cosa consiste questo trapianto di testa e soprattutto, chi sono i soggetti ideali e quando si dovrebbe effettuare?

 
Il donatore come sempre quando si parla di trapianti nella maggior parte dei casi, è un soggetto deceduto per trauma cranico puro e che non presenta lesioni gravi nel resto degli organi vitali – oppure un altro soggetto donante è identificato in quella persona che ha subito un ictus fatale. Il ricevente invece è colui che è affetto da una grave malattia neuromuscolare degenerativa così come anche gravi malati tetraplegici aggiunge Canavero.

 
Quest’ardito progetto è stato oggetto nei vari laboratori di tutto il mondo dal lontano 1999, a oggi, nel 2013 sembra diventare una realtà vera e possibile che potrebbe realizzarsi tra entro un paio di anni.

 

Il nome di questo dottore è famoso nell’ambiente medico e nel mondo perché era il 2008 quando una sua paziente definita in coma vegetativo si risvegliò da quella forma di come grazie a una metodologia utilizzata appunto dallo stesso Canavero, ossia un’elettrostimolazione. Un procedimento che cambiò lo stato della paziente: da comatoso vegetativo permanente a stato minimamente conscio.

 

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