Niente scuse, la causa si chiama Ferrari

Partiamo dalla fine, da quei fischi sotto il podio di Monza indirizzati a un fenomeno chiamato Sebastian Vettel, reo di aver vinto il gp di casa Ferrari.

Badate bene, sono ferrarista di nascita, sono uno che quando abbiamo vinto il mondiale nel 2000 con Schumacher ha pianto di brutto ma domenica, dopo la gara, ero solo “rosso” di vergogna nei confronti di quei tanti tifosi che in coro insultavano un pilota e una macchina che hanno stravinto la gara e si apprestano a stravincere il mondiale.

Vettel aveva capito tutto dal venerdì, ha reagito alla grande, ha detto ai suoi meccanici “più saremo bravi e più ci fischieranno”.

Ecco, l’aggettivo bravura che forse in quel di Maranello hanno dimenticato o che cercano di utilizzare solo tramite le parole.

Alonso che dice qualcosa ai suoi meccanici alla radio durante la qualifica, la scelta di utilizzare “giochetti” come la scia del compagno di squadra e ancora sperare che alla “energetica” Red Bull accada qualche guasto tecnico tale da fermarla, non è questa la “scuderia Ferrari” che conosco.

Il fallimento di questo ennesimo campionato, perchè di questo si tratta, deriva da scelte sbagliate della Gestione Ferrari. Stefano Domenicali, dal 2008 Direttore sportivo, non ne ha imbroccata una giusta. Dai tecnici scelti, passando per gli aereodinamici, fino a confermare per l’ennesima volta Massa come pilota.

Alonso è l’unico elemento nell’armata rossa che si salva, l’unico che manda messaggi di allarme, l’unico che si batte come un leone, che è capace di rimontare posizioni su posizioni. Allora che ben vengano le sue sfuriate e le sue critiche, ben vengano i  cinguetii inviati per far muovere qualcosa.

Forse ve ne sarete accorti, ma la Red Bull e Vettel vinceranno il 4° mondiale di seguito, l’ultimo a Maranello manca dal 2007 quando alla guida c’era un certo Raikkonen che, sembra ufficiale, farà coppia con Alonso alla Ferrari nel 2014.

Due “galli” nel pollaio non sono mai cosa buona, è la storia della Formula 1 che lo insegna, ma quantomeno avremo due piloti da podio tutte le domeniche.

Ai ferraristi come me voglio dire, non siamo tifosi di calcio, noi portiamo la passione per i motori nel cuore.
Noi rispettiamo, soprattutto, chi la domenica si è dimostrato più forte di noi.

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