Obama alla prova del debito propone tagli

    Lo scontro tra maggioranza democratica e l’opposizione repubblicana, che alla Camera dei Rappresentanti è in maggioranza, ha esitato la scorsa settimana un piano temporaneo di tagli per 39 miliardi di dollari, per il prossimo semestre, ma l’enormità del deficit federale, ormai giunto al 10,8% del pil, ha reso necessario un dibattito su come affrontare il risanamento dei conti pubblici americani.

    I Repubblicani fanno del risanamento un cavallo di battaglia e non passa giorno che non attacchino la Casa Bianca per non essere in grado di controllare i conti pubblici, che sembrano fuori controllo. 

    I tagli proposti dai Repubblicani ammontano a 4400 miliardi di dollari, in 10 anni, e prevedono un risanamento da attuare solo tramite tagli alla spesa pubblica, essendo contrari all’ipotesi di aumento delle tasse.

    Obama ha, invece, presentato un piano personale di tagli del deficit, che dovrebbe comportare un piano da 4000 miliardi di dollari in dodoci anni, da attuarsi attraverso una riduzione della spesa federale per circa 1000 miliardi, una riduzione dei tassi sul debito per altri 1000 miliardi e un aumento delle imposte sui più ricchi per altri 2000 miliardi.

    Secondo Obama, infatti, i ricchi dovranno essere tassati di più, anche ricorrendo a una minore detrazione fiscale in loro vantaggio e su questo punto attacca i Repubblicani, che spiega il Presidente, vorrebbero solo tagliare servizi come scuola e investimenti pubblici.

    Quanto al suo piano, Obama dovrebbe spiegare come farebbe a diminuire gli interessi pagati sul debito, essendo questi determinati dal mercato. A meno che non abbia intenzione di attuare una politica forzosa di tassi zero, già in atto sotto la sua amministrazione, ma con l’evidente risultato di non trovare più investitori che acquisiscano i bond americani.

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