L’opera d’arte del futuro è sulla strada

“Sembrava un movimento di nicchia, solo underground e ai limiti della legalità, invece si sta facendo sempre più largo tra l’arte che conta” queste le parole di Vittorio Sgarbi, critico d’arte.
Questo movimento nasce negli Stati Uniti, negli anni ’70 a New York, addirittura negli anni ’30 a Los Angeles. Erano le comunità afroamericane e latine a praticare quest’arte, la maggior parte erano criminali e forse è per questa motivazione se da alcuni viene considerata ancora un deturpamento delle città. I writers puntano a colorare il grigiore urbano, migliorando le nostre periferie, decorando le città con murales, graffiti, scritte sulle case e sui palazzi. Inoltre ultimamente molte delle opere prendono ispirazione da modelli accademici, mettendo un po’ da parte la vena fumettistica iniziale.

È un mezzo di comunicazione di massa, una forma d’arte manifestata in luoghi pubblici, spesso illegalmente, nelle tecniche più varie: spray, sticker art, stencil. Questo tipo di arte discende direttamente dalla Pop art e dal Graffitismo, ponendosi tra comunità sociale e mondo dell’arte, verso chi utilizza la strada come luogo ribalta e vettore comunicativo. Ogni artista che pratica street art ha le proprie motivazioni personali, alcuni la praticano come forma di sovversione, di critica o altri semplicemente vedono le città come un posto in cui poter esprimere la propria personalità. La street art offre, infatti, la possibilità di avere un pubblico vastissimo, spesso molto maggiore di quello di una tradizionale galleria d’arte. Il graffitismo ha guadagnato una rilevanza unica sul panorama della creatività contemporanea, influenzando la grafica pubblicitaria, le campagne di marketing e il gusto della gente. Con decorazioni di piccola e media grandezza, verso la fine degli anni 2000, il movimento si è in parte istituzionalizzato nella relazione con le municipalità in collaborazione con le quali spesso coopera. Attualmente infatti alla street art sono dedicati musei, gallerie e quindi si è evoluta guadagnando un ruolo ben preciso nella storia delle arti visive.

Bansky, uno dei più famosi, è una star della Street art, che a New York a ottobre ha venduto per provocazione le sue opere a pochi dollari nonostante abbiano quotazioni stellari. Dai suoi lavori con lo spray, viene fuori una denuncia alla società come ad esempio lo sprezzo per le logiche di mercato e una grande attenzione per le tematiche sociali quali la libertà d’espressione, il pacifismo, la brutalità della repressione poliziesca, la conformità della morale.

Ci sono persone come Mr Savethewall, ex manager divenuto street artist, che ha detto no all’illegalità dei murales, inaugurando a Como la sua galleria. “Per me l’autorizzazione è fondamentale. Fare qualcosa di illegale su un muro non è più originale, serve solo a farti provare un po’ di adrenalina. Andava bene per i movimenti di 30-40 anni fa, oggi un atto contro il sistema non ha più senso, l’importante è il messaggio che si vuole veicolare”. Secondo Mr Savethewall “un’immagine può provocare emozioni, diventare un simbolo, anche se non è fatta sul muro. La street art che faccio io non è più in strada, è nei salotti, nelle case”. Quindi anche la street art può diventare un lavoro vero e proprio, anche se le persone che riescono a mantenersi facendo di questa arte un mestiere sono poche. È un campo ristretto ai più talentuosi, che riescono ad emergere.

Anche Sky Arte HD ha ideato un programma sulla Street Art, che è iniziato il 12 novembre alle 22:10, articolato in sei puntate, in cui vedremo rinomati street artist illustrarci tecniche artistiche che usano per realizzare le loro opere, approfittando di spazi messi a disposizione da Sky alla Piscina Caimi di Via Botta a Milano, che così potrà avere la sua ‘Wall Of Fame by Sky Arte HD’. Nel viaggio conosceremo le loro storie, impareremo i loro trucchi, vedremo sfide tra loro per esaltarne la bravura. A fare da cicerone in questa avventura sarà Frankie HI-NRG, icona del rap italiano, famosissimo grazie al singolo “Quelli che ben pensano”. Le varie puntate saranno un tour per conoscere la Street Art italiana, attraverso città come Roma, Bologna, Napoli e la Sicilia, luoghi rappresentativi, firmati e dipinti dai più importanti street artist italiani e internazionali.

L’intento di questo movimento creativo ed alternativo è quello di far capire a tutti che l’arte può essere pubblica, a cielo aperto, alla portata di tutti, anche se ci sono ancora molti pregiudizi, che vedono i writers come vandali e imbrattatori del bene comune. I muri parlano perché raccontano l’anima degli artisti che la vogliono esprimere e tocca a noi coglierne il senso del messaggio, apprezzarlo oppure no.

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