Processo breve, ostruzionismo dell’opposizione. Dopo la “notturna” di ieri, oggi riprende la discussione

Che non sarebbe stata una giornata facile era ampiamente prevedible, viste anche le tensioni che nell’ultima settimana si erano fatte registrare nell’Aula di Montecitorio, ma un’opposizione così compatta e combattiva, nel promuovere il suo ostruzionismo ad oltranza, ha colto di sorpresa anche i deputati della maggioranza.
La Camera dei deputati ha infatti  protratto la discussione sull’approvazione della legge sul Processo Breve fino ad oltre la mezzanotte di ieri e la stessa proseguirà per tutta la giornata di oggi.
Le opposizioni avevano promesso battaglia e così è stato. Regolamento della Camera alla mano, i deputati di minoranza hanno messo in atto il più duro ostruzionismo, tanto che, appunto, è stato necessario convocare l’Assemblea in seduta notturna.

Le prime avvisaglie arrivano alle 10:22 di ieri, quando, in relazione all’approvazione del verbale della seduta precedente, i deputati dell’opposizione chiedono di poter intervenire, uno per uno, per correggere alcuni tecnicismi relativi alla trascrizione dei propri interventi.
Il Presidente Fini acconsente, concedendo ad ognuno la posibilità di parlare e provocando così le ire della maggioranza.
Il Ministro Romano bolla subito la richiesta come una “indecente manifestazione di ostruzionismo” e Marco Reguzzoni, capogruppo della Lega, critica il Presidente della Camera, accusandolo di complicità con l’opposizione.

La seduta dunque prosegue con gli interventi dei deputati e, nonostante la noia porti alcuni parlamentari di Futuro e Libertà, Ipad alla mano, a cimentarsi in una sorta di torneo di Super Mario Bros, è proprio da Fli che arriva la prima apertura:Ritiriamo le nostre richieste se si consente che la discussione sulla legge comunitaria rimanga in Aula e non torni in Commissione“.
Proposta bocciata, dal momento che l’Aula decide in maniera contraria.
La pausa per il pranzo però non porta consiglio e, alla ripresa, il clima si fa ancora più rovente.

Nonostante infatti la maggioranza rinunci a chiedere l’inversione dell’ordine dei lavori, l’opposizione non si ferma e, alle accuse di ostruzionismo irregolare, Pierluigi Bersani, segretario del Pd, risponde: “Stiamo seguendo alla lettera il regolamento e proseguiremo su questa strada“.
Nel frattempo il clima si surriscalda anche per l’arrivo di due notizie. La prima è il commento del Csm al testo in esame. Il giudizio dell’organo di autogoverno della magistratura è duro e netto: “Questa riforma è una amnistia mascherata“.
La seconda riguarda invece le parole di Giorgio Napolitano che, in risposta alle domande di alcune cittadine dell’Aquila, ha ribattuto: “Fermare il processo breve? Faccio quello che posso“.

Qualche ora e si palesa anche la seconda mossa dell’opposizione. Al testo vengono presentati circa 200 emendamenti e viene quindi convocata la seduta notturna.
Poco dopo le 21 inizia quindi la nottata di Montecitorio che fa registrare il voto su soli quattro emendamenti.
Solo l’arrivo della Mezzanotte, termine ultimo per la chiusura dei lavori, mette fine alla seduta con il rinvio a questa mattina.
Oggi dunque inizierà la seconda parte dell’esame della proposta di legge e, se da un lato la maggioranza spera che possa essere l’ultima, tra le file dell’opposizione c’è la sensazione di essere solo all’inizio.

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