Procter & Gamble: utili in calo nel secondo trimestre del 2014

Il colosso mondiale di igiene e cosmetica, la Procter&Gamble, ha subito nel secondo trimestre fiscale del 2014 un calo degli utili del 16% rispetto all’anno precedente. La società, ben consapevole delle proprie difficoltà, aveva già cercato di arginare la situazione attraverso una politica di riduzione dei costi e dei posti di lavoro ma, evidentemente, non è stata sufficiente per tenere il passo con le aziende concorrenti e sostenere i nuovi prodotti.

L’amministratore delegato della P&G , A.G.Lafley, da poco alla guida della società, ha fatto sapere che i risultati sono stati in linea con le aspettative dell’azienda, che nell’ultimo anno ha deciso di puntare su attività fondamentali e prodotti di bellezza, capaci di generare un fatturato pari a venti miliardi di dollari annui.

I profitti del trimestre in oggetto sono pari a 3,43 miliardi di dollari, con un valore per azione pari a 1,18 dollari a differenza dell’anno precedente dove gli utili erano stati di 4,06 miliardi e le azioni avevano un valore pari a 1,39 dollari. Gli utili “core”, cioè quelli netti, sono stati di 1,21 dollari ad azione, in calo dell’1% rispetto allo stesso trimestre del 2013.

Il fatturato, invece, è aumentato dello 0,5%, raggiungendo i 22,28 miliardi di dollari, mentre gli analisti si attendevano profitti per 1,20 dollari su un giro d’affari pari a 22,23 miliardi. Un margine lordo, quindi, calato dal 50,9 al 50%. In ogni caso, la P&G ha confermato le attese di una crescita organica pari al 3%-4% per tutto l’anno fiscale, con un aumento degli utili “core” del 5%-7%.

Naturalmente gli sforzi per arginare la crisi ricadono sui lavoratori visto che i tagli dello scorso febbraio hanno riguardato ben 5700 unità, cifra assolutamente non trascurabile.
La P&G non è, quindi, nuova a queste fasi calanti ma fino ad oggi grazie alla tipologia dei prodotti che vende e della loro distribuzione planetaria è sempre riuscita a fronteggiare le difficoltà, nonostante le feroci critiche che da anni riceve da animalisti e ambientalisti, rispettivamente a causa di test sugli animali e deforestazione.

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