Qualificazioni Mondiali 2014: Prandelli e il rispetto di una Nazione

Una Nazionale capace di qualificarsi con due turni d’anticipo a un Mondiale di calcio non si era mai vista nella storia italiana. E pensare che si tratta della stessa squadra uscita con le ossa rotte dal Mondiale in Sudafrica. Tante cose sono cambiate in tre anni e il merito è di un’unica persona: Cesare Prandelli. Il ct dai modi gentili e la faccia buona ha impostato il suo lavoro su una parola chiave: rispetto. Valore declinato a più livelli, dentro e fuori dal campo.

Nel rettangolo verde sono gli avversari, al di là del blasone azzurro, ad essere costretti a riconoscerlo nuovamente grazie a un gioco propositivo e non attendista, di costruzione e non di difesa e ripartenze. Nella storia recente si ricordano squadre con maggior talento di questa, eppure nessuna ha mostrato la stessa abilità con la palla tra i piedi e margini di miglioramento che fanno guardare al Brasile con grande fiducia.

Ma il rispetto è anche verso quel codice etico che se ne frega del nome scritto dietro la maglia. Se sbagli, se becchi una squalifica per comportamento violento o offensivo, se crei problemi al tuo club con atteggiamenti da primadonna, resti a guardare. Sia tu De Rossi, Osvaldo o Pelè…

E il rispetto, infine, questa Federazione è riuscita a riconquistarlo con iniziative che hanno il marchio di fabbrica ancora una volta del commissario tecnico bresciano. Gli allenamenti all’estrema periferia d’Italia su campi confiscati alla mafia, le iniziative per il sociale, la disponibilità e il fare propositivo nei confronti della politica, ma prima ancora della gente, hanno fatto di questi ragazzi un esempio positivo che rende facile amarli, al di là di quello che fanno in campo e della maglia che portano.

Allora grazie mister Prandelli. Grazie per aver dimostrato anche ad altri settori della nostra società che con le idee chiare, i valori e una certa coerenza si può andar lontano, sia pure in assenza di grandi risorse. Grazie per aver risollevato un intero movimento e grazie per essere rimasto fedele a quell’uomo che rifiutó un ricco contratto e un’occasione d’oro per vivere gli ultimi momenti accanto a una moglie malata. Come vedi, la vita spesso restituisce quel che toglie agli uomini giusti. E allora ti auguriamo di poter farci vivere altre notti magiche. Ma più per te che per noi (sappiamo che ci perdonerai anche questa bugia!).

photo credit: Leonardo Domenici via photopin cc

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