Roma-Cluj: il pagellone

    La Roma sembra uscita dal sonno in cui era incappata ad inizio campionato. Dopo i 3 punti conquistati contro l’Inter tricampione, vince, pur soffrendo contro il Cluj per 2 a 1.

    Lobont 6:  Il secondo portiere della Roma sembra portare fortuna ai giallorossi, ma soprattutto sembra avere fortuna! In due occasioni palo e traversa lo risparmiano, e gli evitano la fatica di dover recuperare il pallone dalla sua porta. Incolpevole sul gol di Rada. Molto insicuro quando si tratta di bloccare con le manone la palla. A Roma si dice: “Ma c’hai le mani di ricotta??!”

    Cicinho 6,5: Mezzo voto in più d’incoraggiamento. Sembra stia trovando di nuovo l’affiatamento con i tifosi ed i compagni, e che la saudade stia passando. Spinge molto sull’acceleratore, ma rivela la sua debolezza di sempre sui cross. Voglioso. (63′ Cassetti 6: Ranieri gli risparmia tutta la partita, ma del suo ordine tattico sembra non poter fare a meno.)

    Mexes 6,5:  Segna il gol che sblocca una partita tiratissima. In difesa però si lascia saltare in una maniera disarmante da un giovanotto di appena 20 anni di cui sentiremo parlare molto spesso. Traore, infatti, fa fruttare le sue lunghe leve e surclassa la coppia centrale della Roma con una facilità disarmante. Fenomeno lui, o imbarazzanti loro?

    Burdisso 5: Emblema della sua partita è l’azione di Traore nel primo tempo, quando l’argentino prima recupera palla, poi misteriosamente la perde e la lascia sulle gambone dell’ivoriano, che poi lo grazia e spedisce il pallone sulla traversa. Il voto poteva essere ancora più basso. Ma il vero Burdisso era quello dell’anno scorso, o quello dei cinque anni a Milano?

    Castellini 6,5: Ottimo esordio in Champion’s per lui. La musichetta, sembrerebbe proprio non confonderlo. Ordinato, sempre pulito, ed anche propositivo in fase offensiva. Ottima riserva.

    De Rossi 6,5: Non è il De Rossi di un anno e mezzo fa, ma sembra sulla strada giusta. E’ la seconda partita che la Roma vince grazie ad un suo cross, questa volta da 60 metri. Buona prova anche sul piano del contenimento a centrocampo, dove ha rubato un buon numero di palloni, andando spesso al raddoppio in fase difensiva. Cerca spesso fortuna con tiri da fuori area, ma del resto sono nelle sue corde, perchè non provarci? Figliol Prodigo(?).

    Pizarro 7: Indispensabile per il gioco romanista, grazie alle sue geometrie, mette sempre ordine alla manovra della Roma, e tutte le azioni non possono prescindere dai suoi piedi. Indispensabile.

    Perrotta 7: Con Pizarro il migliore dei suoi. Non lesina mai la gamba, macina chilometri per 90′, ed è l’unico ad avere la forza di pressare anche allo scadere del tempo. La cosa incredibile è che riesce a non essere mai falloso. Infaticabile.

    Menez 6: Gioca solo un tempo, ma mette in mostra tutte le sue doti ed i suoi limiti. Piedi da fuoriclasse assoluto, scarta i difensori come fossero birilli, ma sembra sempre peccare di poca incisività. Un pò più di freddezza in zona-gol, e sarebbe da Pallone d’Oro. (1’St Adriano 6: Non è di certo l’Imperatore, ma per torgliergli la palla i giocatori del Cluj sono sempre costretti al fallo. Ranieri lo inserisce sulla fascia destra, dove tiene fissi su di sè 2 uomini, e dove guadagna minuti preziosi. Da rivedere).

    Totti 6: Torna nel vecchio ruolo di trequartista, e dà sempre l’impressione di poter essere determinante con uno spunto dei suoi per l’attaccante. Vucinic, purtroppo non è la spalla ideale per questo tipo di gioco, così le sue giocate spesso sono fini a sè stesse.

    Vucinic 5: Non si ripete dopo il gol di sabato con l’Inter. Dà l’impressione di non poter giocare come punto di riferimento in attacco. Spesso fuori posizione per quello che il suo ruolo richiede, dà il meglio di sè quando si sposta sulla fascia. Spreca due azioni che potevano risolversi in gol, con due tiri non all’altezza del suo talento. Discontinuo. (63′ Borriello 7: Da cineteca il gol con cui di fatto, la Roma chiude l’incontro. Un tiro al volo di sinistro, in semi-rovesciata. Applausi.)

    Ranieri 6,5: Non era facile vincere la partita contro un squadra chiusa, con 10 giocatori fissi nel sotto-palla. La costanza, comunque premia i suoi, che ottengono i tre punti. Mette su un turn-over previdente, cambiando 4 giocatori rispetto ai titolari, e l’ingresso di Mexes lo premia con il gol che sblocca l’incontro.

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