Secondo il Time è Papa Francesco l’uomo dell’anno

La rivista Time ha scelto Papa Francesco come “uomo dell’anno”, dal momento che il “papa parroco”, come lui stesso ama definirsi, ha cambiato il modo in cui la Chiesa cattolica è percepita dai credenti di tutto il mondo in un lasso di tempo straordinariamente breve.

Al secondo posto, in questa particolare classifica stilata dal Time, Edward Snowden, la talpa che tanti imbarazzi ha creato al Presidente Obama con le sue rivelazioni.

L’ex cardinale argentino, Jorge Mario Bergoglio , è stato eletto a marzo come primo papa dall’America Latina ed è stato anche il primo gesuita. Da quando è in Vaticano, ha esortato la Chiesa cattolica a non essere ossessionata da regole miopi e a utilizzare la compassione nel trattare temi delicati come l’aborto, l’omosessualità e la contraccezione.

Basta ricordare pochi momenti del suo pontificato per rendersi presto conto che non poteva che essere papa Francesco l’uomo dell’anno. A marzo, durante la presentazione dalla loggia di San Pietro, Jorge Mario Bergoglio, si presentò con un abito semplice, con tonalità contrastanti di bianco, senza mozzetta e stole preziose, ma, soprattutto, con quel simpatico e familiare “Buonasera”, invece di stereotipate formule, che lo fece subito entrare nel cuore dei credenti di tutto il mondo. Spiccava, accanto a quelle dei Cardinali, la sua croce di metallo non nobile sul petto, mentre era impressionante la totale assenza dal suo intervento della parola papa, sostituita dalla ribadita dizione vescovo di Roma, che riporta alla Chiesa dei primi secoli.

Rivoluzionari, dal punto di vista ecclesiale, il suo chiedere quasi la benedizione della Chiesa raccolta davanti a sé, prima di impartire la sua benedizione e comunicare la scelta del nome, Francesco, come a dire che la vita della Chiesa deve confrontarsi, come fece il Santo umbro, con le lotte delle donne, delle minoranze e maggioranze razziali, delle persone di diversi orientamenti sessuali, di pensatori, scienziati e lavoratori delle più diverse professioni.

Durante la Settimana Santa era nel carcere di Regina Coeli per lavare i piedi ai detenuti, a luglio a Lampedusa per scuotere la coscienza indifferente delle culture del consumismo e dell’egoismo radicato nelle società del benessere. Sempre a luglio, invece, la sua visita epocale in Brasile per incontrare i giovani di tutto il mondo e ricordare a tutti che è l’incontro ciò che va ricercato, che la comprensione di quanto dice l’avversario è ciò che mantiene allenata la mente, pur sapendo che dialogo non significa cedevolezza sui valori, svendita dei principi costituzionali, abbassare l’asticella dell’etica pubblica, chiudere gli occhi rispetto all’ingiustizia. Ad ottobre non esitava a bollare come una vergogna per l’umanità quanto accadeva al largo delle coste di Lampedusa, a novembre nell’Evangelii gaudium stigmatizzava l’indifferenza verso i più deboli, i senzatetto, i tossicodipendenti, i rifugiati, i popoli indigeni e gli anziani sempre più soli ed abbandonati.

Ha denunciato l’idolatria del denaro e lo scandalo di un mondo in cui quasi un miliardo di persone oggi soffre la fame, ha incantato le masse con il suo stile semplice e con il suo ironico senso dell’umorismo, ha rinunciato alla “papa mobile” per camminare tra le persone, pregare con loro e abbracciare le persone sofferenti e malate. Le sue apparizioni attirano decine di migliaia di persone e il suo account Twitter ha recentemente superato 10 milioni di seguaci.

Papa Francesco per noi ha cambiato il tono, la percezione e l’attenzione di una delle più grandi istituzioni del mondo in modo straordinario. Ha preso il nome di un umile santo e ha lanciato un appello per una chiesa di riconciliazione. Il prima Papa non europeo da 1.200 anni si avvia a trasformare il Vaticano, un luogo che misura il cambiamento in secoli. In meno di un anno Papa Francesco ha fatto una cosa notevole: non ha cambiato solo le parole, ha cambiato la musica“, ha detto Nancy Gibbs, caporedattore della rivista.

Il Santo Padre non sta cercando di diventare famoso o ricevere onori“, ha detto il portavoce vaticano, il reverendo Federico Lombardi, “ma se la scelta del papa come persona dell’anno può aiutare a diffondere il messaggio del Vangelo sarà sicuramente felice di questo“.

È la terza volta che un papa cattolico viene scelto dal Time: Giovanni Paolo II fu nominato uomo dell’anno nel 1994, mentre Giovanni XXIII nel 1962.

In Argentina, Padre Toto, un prete che è stato vicino al papa quando era arcivescovo di Buenos Aires, ha elogiato la scelta della rivista Time. “Penso che questo riconoscimento sia una buona notizia, perché Papa Francesco incarna i valori della Chiesa missionaria, cioè quella vicina alla gente, austera e in sintonia con il Vangelo. Ha trovato il modo di esprimere questo senso della Chiesa ed è auspicabile che venga preso da esempio dai leader politici, dirigenti d’azienda, personaggi dello sport“.

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