Il segreto della più grande risorsa strategica mondiale è ora nelle mani di sette “sacerdoti” del Web, sette esperti di informatica in possesso di altrettante chiavi, ciascuna collegata ad una cassetta di sicurezza in cui è racchiusa una smart card. È poi dall’unione delle sette smart card che si ottiene la chiave “master” contenente il codice di accesso al cuore di Internet, il Dnssec (Domain Name System Security), un sistema, sviluppato dall’ Icann (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), in grado di garantire la sicurezza e l’affidabilità delle informazioni in rete dell’intero pianeta.

La sceneggiatura del nuovo film di Spielberg? La trama di un romanzo di fanta-spionaggio? No, tutto squisitamente reale.
Come annunciato dal famoso quotidiano britannico The Guardian, è stata infatti proprio l’Icann, ente garante della corrispondenza fra gli indirizzi IP e i siti web con cui quotidianamente ci colleghiamo, a nominare questi sette saggi, con altrettanti “vice”, per affidare nelle loro mani le sorti del nostro “ecosistema sociale digitale”.

Una procedura complessa orchestrata dall’Icann probabilmente proprio per evitare il ripetersi dello scandalo che ha scosso gli utenti di tutto il modo poco meno di un anno fa.
È inutile negarlo. Dallo scoppio del Datagate tutto è cambiato.

È il 5 Giugno 2013 quando sempre il The Guardian svela l’amara verità infliggendo un duro colpo ai garanti della privacy mondiale. La sicurezza di Internet è stata violata. Conti bancari, email riservate, acquisti online e tutto ciò che fino al giorno prima era ritenuto “privato” è divenuto d’un tratto rintracciabile. E tutto questo perché, secondo quanto affermato da Edward Snowden, ex informatico CIA, La Nsa (National Security Agency) insieme all’FBI, sono riuscite, tramite uno specifico programma di sorveglianza elettronica (il Prism), ad accedere, per sei anni, alle comunicazioni telefoniche degli americani e ai database di nove grandi colossi del Web, da Facebook a Skype.

Trovare subito rimedio diviene così un’esigenza imprescindibile. Il cuore di Internet deve continuare a battere sotto adeguata protezione. Ecco quindi che si arriva ai sette prescelti: esperti che hanno cominciato a riunirsi, da ogni angolo del pianeta, di tre mesi in tre mesi, per generare dai loro pezzi di codice una nuova chiave che renda il sistema ogni volta a prova di hacker. Un sistema che conserva a pieno la sua segretezza poiché ogni “sacerdote” conosce solo il pezzo di chiave da lui creato prevenendo, in tal modo, pericolose concentrazioni di potere.

Uno dei più gravi scandali dell’era Obama riceve così risposta a meno di un anno di distanza mettendo in piedi una storia degna del mondo di Matrix e del genio di Tolkien, in cui per la prima volta la realtà e la fantascienza si incontrano nello scenario del futuro, quello del mondo digitale.