“Smog” la scienza conferma: sempre più rischi, sopratutto per gli infanti

L’inquinamento è una delle cause principali delle gravi malattie che possono colpire l’uomo. Il pericolo delle polveri sottili, oltre a far aumentare vertiginosamente il numero dei tumori, come sancito dalle ultime analisi ufficiali effettuate dall’agenzia internazionale per la ricerca sui tumori, comporta “problemi minori”, pur sempre di grave entità, per grandi e piccini.

Secondo l’IARC, infatti, oltre 200 mila decessi nel mondo per cancro ai polmoni sono stati provocati dall’inquinamento atmosferico.
Dati allarmanti che vengono confermati da ulteriori centri di ricerca mondiali.

Il Nord Italia, in particolare la Pianura Padana, conferma il triste primato di essere l’area più critica dal punto di vista dell’inquinamento atmosferico. Il valore divulgato “PM2,5” (polveri con diametro inferiore ai 2,5 micron) dovrebbe essere il massimo accettabile e riscontrabile nell’aria cittadina, tuttavia sono poche, purtroppo, le città in cui tale limite viene rispettato o in cui i dati sono effettivamente disponibili nonostante, è giusto ribadirlo, il monitoraggio sia obbligatorio già a partire dal 2011. Ciò comporta un rischio non manifesto di ulteriori complicazioni per lo status di salute degli abitanti esposti, in totale incoscienza.

Mobilitarsi e combattere questa grande metastasi, non troppo metaforica, dello stato di salute del genere umano comporta il voler e dover porre l’attenzione, in particolar modo, anche sull’importanza delle “emissioni zero” nel settore automobilistico, industriale ed energetico.

Uno dei problemi di salute, recentemente preso in considerazione e attentamente studiato scientificamente, causato da un’eccessiva esposizione alle polveri sottili è il sottopeso degli infanti.

Le donne in gravidanza, statisticamente, corrono il rischio di dare alla luce bambini sottopeso. Lo dice uno studio del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) di Atlanta che è stato pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspective e l’ European Study of Cohorts for Air Pollution Effects .
Il sottopeso neonatale comporta gravi disturbi, tra i più frequenti annoveriamo: termoregolazione scarsa, difficoltà respiratorie e scarsità di zuccheri nel sangue.

La ricerca ha preso in esame 14 aree metropolitane del mondo, tra cui la Lombardia. Sono stati valutati gli effetti delle polveri sottili generate dagli scarichi delle auto, dalle ciminiere delle centrali a carbone e dalle industrie: è emerso in maniera chiara, che, dove i livelli di inquinamento sono più alti, il rischio che vengano dati alla luce bambini sottopeso, è assai più alto.

Gli esaminatori hanno tenuto in considerazione che se i livelli fossero stati ridotti a 10 microgrammi, nel corso degli ultimi anni, sarebbe stato possibile influenzare un netto calo del 22% nelle nascite degli infanti sottopeso. Gli autori dello studio hanno quindi invitato i governi europei ad adottare politiche più immediate e dirette in grado di diminuire attivamente il livello di inquinamento.

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