SOPA e PIPA: Wikipedia in protesta

    Wikipedia ha protestato con un giorno di black-out ieri, a causa delle proposte di legge del Congresso americano riguardo la pirateria online. Le due proposte di legge sono il SOPA (Stop Online Piracy Act) e il PIPA (Protect Ip Act). A proporre la prima legge è stato il deputato repubblicano Lamar S. Smith: la legge permetterebbe, a chi è titolare di copyright, di censurare direttamente contenuti protetti e permetterebbe, inoltre, a questi e al Dipartimento di Giustizia, di procedere legalmente contro i siti web accusati di violare in qualche modo il diritto d’autore.  La legge, che per gli oppositori risulta essere troppo stringente e severa, rischierebbe di paralizzare internet, oltre che violare il Primo emendamento.

    Una delle critiche principali mosse alla proposta è che il SOPA permetterebbe l’oscurazione del sito che rende possibile o facilita la violazione del copyright, oltre che permette di perseguire legalmente il suddetto sito(quindi anche blog, social network e siti a contenuto aperto).

    Per quanto riguarda l’altra proposta di legge, ovvero il PIPA, l’intento è quello di fornire al governo e ai titolari di copyright maggiori strumenti per perseguire «siti web canaglia, dediti alla pirateria e alla contraffazione di prodotti». L’intento è quello di perseguire qualunque sito diffonda materiale protetto dal diritto d’autore, attraverso il potenziamento degli strumenti contro siti web detti “canaglia”. L’iter del PIPA è stato sospeso,a causa dei tanti oppositori a questa proposta di legge. Anche per questa legge, come per il SOPA, ci sono ampie possibilità che si vada ad infierire sulla libertà d’espressione e addirittura sul funzionamento di Internet stesso, così come lo conosciamo. Tra gli oppositori al PIPA ci sono grandi aziende come Facebook, Mozilla, Wikipedia, Yahoo!,Google, e così via.

    Insomma, nonostante critiche formalmente diverse, la sostanza è che si accusano le proposte di essere lesive della libertà di espressione, oltre che del concetto di libertà su cui si basa (o si dovrebbe basare) internet. Ora pare che il vento stia cambiando negli Stati uniti, dove si moltiplicano gli oppositori a queste proposte di legge, che seppur giuste nella sostanza, sembrano troppo restrittive. C’è da dire anche che, se dovessero essere approvate, queste leggi andrebbero a toccare gli interessi di grandi società operanti nel web. Wikipedia resta comunque l’alfiere della protesta e fa sapere, dopo il giorno di black-out, di voler continuare a contrastare delle leggi che “non sono morte: stanno solo aspettando nell’ombra”.

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