Spagna in lutto, è morto Luis Aragones

Calcio spagnolo in lutto. Questa mattina alle ore 06,15 si è spento in quel di Madrid, Luis Aragones, ex commissario tecnico delle Furie rosse. Aveva 75 anni e solo un mesetto fa aveva lasciato il mondo del calcio per combattere la malattia che lo logorava da tempo.

Aragones rimarrà per sempre nella mente dei tifosi spagnoli che non dimenticheranno l’Europeo vinto nel 2008 in Austria e Svizzera battendo la Germania. La carriera da allenatore inizia nel lontano 1974 nella città dove era nato, Madrid, sponda Atletico, squadra che nel corso degli anni ha allenato per ben tre volte. Allenatore sempre molto controverso e fuori dagli schemi vanta un passato anche al Barcellona, al Valencia e diverse stagioni sia con il Siviglia che con il Betis.
Nel 2004 la chiamata a guidare la Nazionale maggiore. L’inizio non è dei migliori, infatti nel Mondiale del 2006 la Spagna stecca ma Aragones non molla e getta le basi per costruire il ciclo di uno dei gruppi più vincenti di sempre. I risultati arrivano nel 2008 quando, trascinate da un David Villa mai così decisivo, le Furie Rosse salgono sul tetto d’Europa, un traguardo storico per una nazionale che nonostante il tasso tecnico elevatissimo non vinceva un titolo da tantissimi anni.

Memorabili anche le sue sparate come quando nel 2006, riferendosi all’Italia disse: “Se Gattuso è fondamentale per il loro gioco allora io sono un prete” o le frasi razziste rivolte ad Henry. Dopo l’esperienza con la Nazionale arriva la prima esperienza all’estero con il Fenerbache, ma dopo una sola stagione viene esonerato senza conseguire nessun successo. A dicembre l’annuncio: “Smetto. E’ diventato difficile per me allenare, sono un ex tecnico“.
Oggi un’intera nazione piange per l’addio di Luis Aragones, l’allenatore “profeta in patria” per antonomasia che ha reso grandi le Furie Rosse.

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