Spam Totale, l’Inferno di Facebook: ci sono stato, con 1 milione di persone

Sono stato all’inferno di Facebook. E ne sono uscito con una consapevolezza: io di Social Network non ci ho capito nulla. Anni spesi a parlare di contenuti di qualità, relazioni, viralità e storytelling e poi scopri che esiste un gruppo come Spam Totale, con 1.175.884 membri (dato aggiornato al 20 gennaio) pronti a insultarsi a vicenda su argomenti considerati tabù dal Social di Menlo Park. Discriminazione razziale e territoriale, istigazione omicida, intolleranza religiosa, violenza contro animali e bambini, insulti a persone diversamente abili. In questo contesto le immagini hot di ragazze “desiderose” di conoscere nuovi amici sono la cosa meno scandalosa in cui si può incorrere.

Ma andiamo per ordine. Come ci sono finito in questo gruppo, e perché? Da tempo sentivo parlare di un gruppo segreto, una sorta di setta molto meno raffinata di quella di Eyes Wide Shut, nel quale accadeva di tutto. Appresa l’esistenza di questo “Gruppo chiuso” (si tratta, per chi non mastica il linguaggio dei social, di quei gruppi non visibili a tutti, dove per entrare devi essere accettato) ho pensato di utilizzare un account fake per intrufolarmi in suddetto girone dell’inferno e vedere cosa succede. Ho usato così il protagonista del mio primo romanzo, Edoardo Cestelli, per chiedere all’amministratore del gruppo di farmi entrare alla festa.

Tempo due minuti e la mia richiesta viene accettata. Ed ecco che mi trovo a fronteggiare le prime foto di cani bastonati e bimbi picchiati da tipi che scrivono “Questo bambino napoletano ha provato a rubarmi il portafoglio, ecco come l’ho ridotto“. Vi avviso: per scorrere le varie foto postate ci vuole molto stomaco. Ad un certo punto mi sono imbattuto in una foto di una bambina diversamente abile con insulti difficilmente riportabili qui. Le foto più diffuse sono quelle di ragazze nude o seminude che postano un selfie e chiedono di essere contattate. Molte sono dei fake (falsi profili) e servono ad attirare l’attenzione della massa. E sì, perché checché ne pensiate, su Facebook c’è una massa di milioni persone che mentre noi parliamo di alti sistemi sceglie un altro tipo di intrattenimento: lo spam.

Uno spaccato, purtroppo anche molto numeroso (a onor del vero va detto che molti ragazzi/ ragazze si lamentano di essere stati aggiunti al gruppo senza aver mai dato il loro consenso) della società attuale: ragazze che si spogliano per le ricariche del telefonino, odio razziale fatto solo per far sì che la gente si incazzi, astio per gli omosessuali, maniaci sessuali che si travestono da ragazze per ottenere contatti. Le persone, all’interno del gruppo, cercano numeri per incrementare gli amici nelle pagine, dimenticando completamente il senso del buon gusto. Il numero dei fake è impressionante, dietro di loro c’è gente frustrata e persone con problemi di autostima. Il che finisce ovviamente per dare meno senso all’enorme mole di lavoro fatta dai privati e dalle aziende per gestire Pagine che ambiscono a portare valore e contenuti di qualità.

Sembra difficile accettare che ci sia un numero così grande di persone attratte da questo tipo di immagini, eppure l’interazione dei singoli post è altissima. Più che della piega che può prendere il mezzo Facebook mi preoccupo della piega che sta prendendo la Società. Entrando in questo gruppo sembra di tornare in un Medioevo solo leggermente più tecnologico. Eppure degno del miglior Savonarola. Ma l’evoluzione del mezzo di comunicazione spesso non va affatto di pari passo con quella sociale. Un like, un commento e un iscritto in più, probabilmente da vendere al miglior offerente, valgono più di qualunque valore etico, morale, umano. Attenzione quindi ai gruppi frequentati dai vostri figli. Oltre a rispolverare la tanto vituperata educazione civica, propongo di istituire l’ora di educazione social(e) nelle scuole. Tanto la tecnologia va avanti. L’uomo, purtroppo, no.

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