Strage di Brindisi, risponde la SCU: “Se li prendiamo noi, ce li mangiamo vivi”

    “Dite al procuratore che se li prendiamo noi gli attentatori, ce li mangiamo vivi, è questo il messaggio”, così la mafia pugliese risponde al sospetto di quanti nei giorni dopo l’attentato di Brindisi abbiano tirato in ballo l’organizzazione criminale come probabile responsabile della strage all’istituto Morvillo Falcone. La Sacra Corona Unita, dunque, non solo rivendica la propria estraneità al fatto (in effetti gli stessi inquirenti avevano da subito escluso la pista mafiosa per le modalità non riconducibili al codice malavitoso, la cui legge non scritta, tra l’altro, impone che non si tocchino giovani e bambini) ma fa sapere procuratore antimafia Cataldo Motta che si è messa essa stessa sulle tracce del killer e che “chi sta indagando, lo sta facendo in parallelo con la giustizia.” Questo secondo le parole di Raffaele Brandi, uno dei capi più rappresentativi della frangia brindisina della Sacra Corona Unita, che avrebbe avvicinato ieri sera il caposcorta del pm Milto De Nozza per comunicargli il messaggio di risposta all’invito di “collaborazione” lanciato dallo stesso Cataldo Motta.

    Intanto le indagini proseguono con maggiore cautela rispetto ai giorni scorsi. Rilasciato il sospettato numero uno, fermato per la somiglianza fisiognomica con l’uomo del video e per le altre coincidenze (la disabilità alla mano, l’età, le competenze in elettronica), al momento non ci sono indagati e il ministro della Giustizia, Paola Severino, ribadisce l’invito alla massima cautela: “Credo che gli elementi che i magistrati hanno a disposizione verranno usati con il rispetto del principio per cui le indagini frettolose possono portare a risultati non corretti”.

    E’ stato un incubo, ma sono un uomo onesto, non c’entro niente con la bomba, però per fortuna l’hanno capito che sono un onesto”: lo sfogo del presunto colpevole poi scagionato dopo le ore di interrogatorio passate in questura. Abita a 300 m. dall’istituto e al momento dell’esplosione ha udito il forte boato, quindi è sceso in strada ed ha raggiunto la zona per capire cosa stesse accadendo.

    Indagini che ora si focalizzano piuttosto sulle dichiarazioni delle studentesse dell’istituto, le quali riferiscono di una presenza costante, nei giorni precedenti l’esplosione, di un uomo dalla fisionomia molto simile a quella del sospetto   omicida ripreso nel filmato. Pare che per 7-10 giorni abbia girovagato nei pressi della scuola apparentemente senza  meta e senza uno scopo, qualche volta con il computer: “Quell’uomo guardava proprio noi, lo ha fatto per giorni interi”. Secondo quanto riferito dalle ragazze, l’uomo si sarebbe soffermato a guardare con insistenza la scuola ma avrebbe abbassato lo sguardo ogni volta che incontrava gli occhi di qualche studentessa. E loro avevano già cominciato a chiamarlo “il maniaco”.

    SABATO PROSSIMO MANIFESTAZIONE NAZIONALE “IO NON HO PAURA” – Appuntamento ore 9:00 alla stazione di Brindisi. Ad una settimana dall’attentato, gli studenti di tutta Italia si mobilitano e scendono in piazza “per Melissa e per il nostro futuro” per una grande manifestazione organizzata dall’Istituto Morvillo di Brindisi, Libera, Rete della Conoscenza, Cgil, Arci.

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