Sul finanziamento ai partiti si fa strada il modello tedesco ed è probabile il dimezzamento

    I partiti della maggioranza avrebbero raggiunto una intesa almeno sul “modello” da adottare in tema di finanziamento pubblico ai partiti. Pd, Pdl e Terzo polo sarebbero quindi d’accordo su di un sistema (ancora una volta) “alla tedesca” ma il paradosso è che invece non si è ancora stabilita l’entità del taglio, insomma la cosa alla fin fine più importante. I segretari “ABC” ossia Pier Luigi Bersani, Angelino Alfano e Pier Ferdinando Casini, hanno concordato nei prossimi giorni (e comunque prima della settimana prossima) una serie di consultazioni incrociate per venire a capo della faccenda.

    Di quanto ridurre il contributo pubblico e da quando applicare le novità? Prima o dopo l’ormai famigerata “ultima tranche” di luglio che i partiti stanno aspettando? E mentre si cerca una difficile intesa, fino a questo momento mancata nonostante l’impegno dei “pesi massimi” della maggioranza politica, su tutti incombe l’ombra di Giuliano Amato, nominato di recente come supervisore della materia e pronto eventualmente a scendere in campo se non verrà risolto il rebus.

    L’orientamento del Partito Democratico sarebbe quello di eliminare il 50% dei finanziamenti, immediatamente, mentre Udc e Pdl non sarebbero entusiasti della proposta, tanto che fonti vicine ai Democratici riferiscono già di frasi piuttosto eloquenti che avrebbe pronunciato Bersani: “Noi presentiamo la nostra proposta, che prevede il dimezzamento dei contributi da subito. Se loro non vogliono, vadano in tv a spiegarlo”. In ogni caso, a livello tecnico la nuova tipologia di finanziamento alle forze politiche dovrebbe essere strutturato su due diversi binari: due terzi dei contributi rimarrebbero legati ai voti ottenuti alle elezioni, mentre il restante sarebbe corrisposto soltanto a fronte di documentazione attestante il percepimento di un cofinanziamento da parte di privati.

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