Terra dei Fuochi, il governo invia l’esercito e annuncia lo screening sanitario gratuito

Da due giorni si scava, su ordine della DDA di Napoli, ininterrottamente nelle campagne tra Casal di Principe e Villa di Briano, in provincia di Caserta.

I magistrati vogliono verificare l’attendibilità di alcuni pentiti, Roberto Vargas e Francesco Della Corte, che hanno indicato alcuni dei terreni utilizzati negli anni dai clan per interrare rifiuti tossici. Nel verbale, secretato fino a qualche mese fa, avevano dichiarato che nel 1997 sversavamo rifiuti nei pressi della superstrada 7-bis Nola-Villa Literno, sceglievamo terreni non troppo lontani. Arrivavano in quel punto camion da fuori carichi di rifiuti“.

A 14 metri di profondità, i carabinieri del Nucleo operativo di Mondragone hanno dato ordine alle ruspe di fermarsi, perché dal terreno è iniziato a fuoriuscire un liquido dall’odore nauseabondo da un bidone della capacità di 20 litri. Saranno le analisi a definire l’esatto contenuto del fusto, che era, per altro, pericolosamente in prossimità delle falde acquifere.

Rinvenuti anche rifiuti speciali come quelli provenienti dall’attività edile, in particolare amianto e cemento, e qualche copertone, ma, al momento, la vasta discarica di rifiuti tossici, indicata agli inquirenti da Roberto Vargas e Francesco Della Corte, ex fedelissimi di Nicola Schiavone, primogenito del capoclan Francesco Sandokan Schiavone, non è stata trovata. Le pale arriveranno oggi a scavare fino alla profondità di 22 metri e poi si fermeranno.

Il terreno, prima dell’inizio degli scavi, presentava particolari smottamenti. Una coincidenza oppure la concreta possibilità che in questi i mesi i clan abbiano recuperato i fusti interrati per spostarli altrove o dargli fuoco con il doppio scopo di screditare i pentiti e spostare l’attenzione dei media e degli inquirenti da queste terre per poter tornare a gestire, in tranquillità, i loro affari? La risposta a questo inquietante interrogativo si potrà avere solo dopo che saranno resi noti i risultati delle analisi dei campioni di terreno prelevati durante gli scavi

Il sindaco di Villa di Briano, Dionigi Magliulo, ha rilasciato una dichiarazione alla stampa nella quale difende la genuinità dei prodotti della zona: “È vero che la camorra ci ammazza togliendoci le libertà personali, inquinando l’economia e, adesso, anche attraverso i rifiuti, ma è altrettanto vero che gli agricoltori e le aziende nazionali che acquistano qui si stanno tutelando facendo analizzare prodotti e terreni: i riscontri ottenuti sanciscono che quanto proviene da questo territorio è sicuramente un prodotto sano“.

Per contrastare le ecomafie, restituendo allo Stato il controllo di questi territori, scenderà in campo anche l’esercito: il governo ha dato parere favorevole all’impiego dei militari tra le province di Napoli e Caserta. Ad annunciarlo è stato il sottosegretario alla Difesa, Gioacchino Alfano, commentando le modifiche al testo del decreto che, ha sottolineato Alfano, “ha visto le forze politiche, una volta tanto, tutte d’accordo, o quasi, nell’offrire soluzioni concrete per risolvere un problema specifico“. L’unica astensione registrata è quella del Movimento 5 Stelle.

Non è l’unica buona notizia che arriva da Roma. “Nel decreto Terra dei fuochi è stato inserito l’emendamento, sostenuto fin dall’inizio dal Partito democratico, per garantire lo screening sanitario, senza ticket a carico dei cittadini, per tutelare la salute delle popolazioni nei territori interessati“. Lo affermano i deputati PD Massimiliano Manfredi e Tino Iannuzzi. “Cinquanta milioni di euro nel biennio 2014-2015 saranno destinati innanzitutto per effettuare un programma straordinario con accertamenti ed indagini preventive, per salvaguardare la salute dei cittadini“, aggiungono.

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