Torino, uccide un cane a martellate: “L’ho fatto per stress”

violenza sui cani

Un operaio di Mazzè, località in provincia di Torino, era stato licenziato da poco e, cieco dalla rabbia, aveva deciso di sfogarsi accanendosi contro il suo cane. Prima gli ha tagliato la gola e dopo lo ha finito di uccidere a suon di martellate. L’uomo è stato ora arrestato dopo che il Tribunale di Ivrea lo ha condannato a quattro mesi di carcere.

L’uomo tuttavia non sembra particolarmente scosso per il delitto di cui si è macchiato (e soprattutto per il modo in cui lo ha fatto), tanto è vero che in Tribunale si è giustificato: “Mi sono accanito sul mio cane perché avevo bisogno di sfogare lo stress che avevo accumulato”.

Il cane sgozzato e ucciso a martellate era un meticcio di grossa taglia. Ad avvisare i carabinieri dei fatti sono stati i vicini, allertati dai lamenti dell’animale ferito. La vicenda ha scosso l’intero paesino della provincia di Torino, e diverse associazioni animaliste hanno organizzato manifestazioni e sit in di protesta nei confronti dell’uomo.

Eppure questo, per quanto orribile sia, non è stato il primo caso di animale massacrato in malo modo nel nostro Paese. Due anni fa, per esempio, due uomini e una donna del lucchese avevano ucciso, sempre a martellate, un vecchio cane affetto da scabbia. E nel 2012 un episodio simile si era verificato nel bergamasco, dove ad uccidere un cane era stato un vicino di casa (poi assolto con formula piena).

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