Uragano Sandy, Christie indagato sull’uso dei fondi per la ricostruzione

Chris Christie, il governatore del New Jersey, è ancora in prima pagina sui quotidiani americani. Non è bastato quello che è stato ribattezzato il “Bridgegate” a soddisfare gli avversari politici e la stampa, ora una nuova macchia dipinge in negativo il governatore: secondo la CNN la polizia starebbe indagando “sull’uso dei fondi pubblici per gli aiuti al New Jersey, dopo il passaggio dell’uragano Sandy“.

Corruzione? Ancora presto per dirlo. Ma quello che fa più ribrezzo agli americani e soprattutto a quegli americani che l’uragano Sandy lo hanno vissuto con conseguenze annesse, è il fatto che fino a poco tempo fa il governatore del New Jersey era uno degli eroi di quel disastro, uno che le misure di sicurezza e di organizzazione dei giorni più distruttivi per la East Coast le aveva prese in tempo e con intelligenza.

La questione “Bridgegate” riguarda un fatto piuttosto curioso, dal sapore vendicativo e francamente infantile. Succede che un sindaco di un paesino del New Jersey, Fort Lee, esprime un’opinione personale, da politico certo ma pur sempre personale, sul governatore del suo Stato. L’opinione non è positiva, ovviamente. Succede poi che il ponte George Washington venga chiuso, in pratica come se in Italia è si chiudesse il raccordo anulare o la tangenziale milanese. Prima i sospetti, poi le conferme, perché le email lasciano tracce e la carta, anche se virtuale, canta. Poi la conferenza stampa di due ore:

I’m sorry. Mi dispiace.
I’m responsible. Sono responsabile.
I’m sad. Sono amareggiato.
I’m embarrassed. Sono imbarazzato.

Così Chris Christie si cosparge il capo di ceneri. Il pentimento dopo un’azione sanguigna. Ma la vendetta non era un piatto che andava servito freddo? Comunque, lo scherzetto gli costa caro. Si perché il governatore del New Jersey tiene molto alla sua carriera e quindi alla sua reputazione, in vista delle presidenziali del 2016. Fino a poche settimane fa lo si riteneva uno dei papabili candidati alle primarie dei Repubblicani ma ora come ora, con ben due storie del genere nel curriculum, le speranze sembrano vanificate. Perché una la si può perdonare, ma la seconda proprio no. Oltretutto riguarda un momento in cui gli americani si stringono e si aiutano a vicenda con spirito patriottico. Una situazione come l’uragano Sandy non si può dimenticare.

Sempre secondo la CNN, il denaro bollente sarebbe stato usato per alimentare il business turistico tramite una campagna pubblicitaria al Jersey Shore. Se è vero che nell’affair del ponte lo staff è risultato la mente, qui il braccio avrebbe agito da solo. Qual è la cifra? 25 milioni di dollari.

Uragano Sandy, Christie indagato sull'uso dei fondi per la ricostruzione

[Foto credit: STAN HONDA/AFP/Getty Images]

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