USA, diminuiscono scorte di petrolio

    Gli ultimi dati USA sulle scorte di greggio ci danno una doppia lettura della situazione economica americana e non solo; una sorta di partita doppia dell’umore che dovrebbero ispirare.

    Per la quarta settimana consecutiva, infatti, il livello di scorte di greggio è diminuito di 1,26 milioni di barili, persino meno del previsto. E dalla fine di novembre lo stock complessivo ha subito un calo di circa 20 milioni di barili.

    Il dato è significativo, sebbene le cifre non siano di altissimo livello, ma stanno ad indicare certamente un fatto: l’espansione dell’economia USA sta spingendo la domanda di petrolio, che tende a crescere, riducendo le scorte esistenti.

    Un dato, quindi, positivo che riflette la crescita dell’economia; ma, nel contempo, offre una lettura negativa, sulle prospettive di crescita dei prezzi del greggio. Infatti, il prezzo del petrolio è sempre posto in relazione alle immense riserve di petrolio degli americani, nonchè delle scorte industriali; quanto le scorte restano stabili o aumentano, indicano al mercato che la domanda a breve non dovrebbe subire incrementi, per cui i prezzi del petrolio tendono a a stabilizzarsi o a diminuire; quando, come in questo caso, le scorte diminuiscono, il mercato reagisce con aumenti del prezzo del greggio, perchè ciò indica che le imprese dovranno a breve comprare petrolio, essendo le loro riserve diminuite.

    Tuttavia, malgrado il dato di dicembre, il prezzo del petrolio non ha subito ieri aumenti, anzi, è diminuito di circa un dollaro, portandosi a 89,84 dollari al barile. Conseguenza, forse, del clima festivo poco reattivo ai dati reali, gli ultimi giorni dell’anno.

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