Verso Juventus-Roma: tra fuorigioco, veleni e scudetti

Juventus-Roma è uno di quei match che non può essere considerato come uno qualsiasi bensì è un “classico” del nostro campionato che evoca ricordi dolci ed amari ad entrambe le tifoserie che vivono questa rivalità da sempre, soprattutto negli ultimi trent’anni, quando i confronti sono stati sempre molto accesi ed avvincenti.

La storia non può che partire dagli anni ’80 quando i presidenti delle due società erano Viola e Boniperti, personaggi carismatici che oggi servirebbero al nostro calcio.

Nel campionato 1980-81, le due squadre si contendono il tricolore e si scontrano alla terzultima giornata con i capitolini staccati di un punto dai bianconeri. La partita è nervosa e poco entusiasmante, ma a dieci minuti dalla fine Turone con un preciso colpo di testa supera Zoff. Sarebbe il gol decisivo per partita e probabilmente anche per lo scudetto, ma il guardalinee segnala una posizione di fuorigioco dello stesso Turone, la rete è annullata. Il match termina a reti inviolate e la Juventus si lancia verso il suo diciannovesimo scudetto, ma le immagini della moviola suscitano ancora oggi molti dibattiti.

Partita memorabile anche quella del 4 dicembre 1983. La Roma ha vinto lo scudetto nella stagione precedente, la Juve vuole tornare sul tetto d’Italia. I giallorossi passano in vantaggio con un gran tiro di Bruno Conti, ma subiscono la rimonta dei bianconeri che pareggiano con una splendida punizione di Platini e poi passano in vantaggio con una zampata di Penzo che infila Tancredi. Sembra finita quando a pochi secondi dal fischio finale Chierico recapita in area un pallone che Pruzzo, con una meravigliosa rovesciata spedisce in rete nell’angolo dove Tacconi non può proprio arrivare, mandando in delirio le migliaia di tifosi giallorossi accorsi al Comunale, 2-2!

Il 18 novembre 1990 la Juve di Maifredi rifila un roboante 5-0 alla squadra giallorossa. Le due squadre non lottano per il titolo e sono in pieno rinnovamento dopo i grandi fasti degli anni ’80. Totò Schillaci, fresco di notti magiche, si scatena realizzando una tripletta che annichilisce i giallorossi, Aldair realizza una goffa autorete e Roberto Baggio segna allo scadere il quinto gol con freddezza chirurgica, evitando anche il portiere Zinetti.

La storia recente racconta di uno scudetto vinto dai giallorossi a scapito dei bianconeri nel giugno 2001. Il 6 maggio, la Roma ha sei punti di vantaggio sulla vecchia Signora ma la squadra di Ancelotti parte benissimo e grazie a Del Piero e Zidane, in sei minuti è già avanti di due gol. La partita è decisamente in salita per i giallorossi finché non entra in campo Nakata. Il giapponese si rende subito protagonista con una botta da 25 metri che supera Van Der Sar. I capitolini ci credono e in pieno recupero ancora Nakata scaglia un tiro verso la porta bianconera, il portiere olandese non trattiene il tiro e Montella da pochi passi ribadisce in rete facendo impazzire di gioia compagni e tifosi. Si tratta del gol che risulterà decisivo per lo scudetto, in quanto i giallorossi conquisteranno il tricolore con due punti di vantaggio sulla squadra torinese.

Altra notte da sogno per i giallorossi il 23 gennaio 2010. La Roma sbanca Torino vincendo per 1-2. Apre Del Piero, risponde Totti su calcio di rigore. La partita sembra destinata al pareggio ma al 91’ Riise con un preciso colpo di testa trafigge Manninger e regala tre punti preziosi alla squadra di Ranieri per la rincorsa all’Inter.

I bianconeri tornano a sorridere in una serata d’aprile nel 2012. La Juve, guidata da Antonio Conte, è imbattuta e ha l’opportunità di effettuare uno scatto decisivo verso il tricolore. I padroni di casa giocano un calcio spettacolare, i capitolini vengono disintegrati e cadono sotto i colpi di Vidal, autore di una doppietta. La festa è completata dal tap-in di Pirlo e da una stoccata da fuori area di Marchisio. È un trionfo che lancia la Juventus alla conquista dello scudetto dopo anni di sofferenze e delusioni.

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