Macabra, orribile, devastante. Non esistono aggettivi congrui a definire quel che è accaduto negli Stati Uniti. Protagonista della vicenda è Silas Wirth, un uomo di 38 anni originario del Texas che si è macchiato di un reato disgustoso: Silas ha violentato più e più volte la nipotina di appena 11 anni a suon di sex toys, e dopo averne abusato l’ha ripetutamente costretta a vedere film porno in sua compagnia.

L’uomo si sarebbe approfittato della minore approfittando dell’assenza della madre, che evidentemente si fidava ciecamente del fratello. Stando a quanto riporta il Sun, Wirth avrebbe dapprima ammesso le violenze per poi ritrattare tutto davanti ai giudici. Nella sua ultima versione, Silas ha affermato che la colpa di tutto sarebbe della piccola, che pur avendo 11 anni l’avrebbe provocato fino a “costringerlo” a dover compiere un gesto simile.

Secondo gli inquirenti il 38enne avrebbe dato il via agli abusi ormai un anno fa, usando sulla piccola dei sex toys di vario tipo e obbligandola a vedere film porno sul suo computer. L’uomo è stato incastrato dalla stessa nipote che avrebbe raccontato di essere stata violentata dallo zio a fare delle “docce intime” e a praticare “strane condotte sessuali”.

Nonostante la vicenda sia di per sé difficile da accettare, ancora più incredibile è ciò che è accaduto dopo. Già, perché parenti e amici di Silas avrebbero messo mano al portafogli e sborsato più di 75mila dollari pur di liberare l’uomo, che ora ha quindi tutto il diritto di vivere la sua vita come se nulla fosse. Come se nulla fosse accaduto.