Vivisezione, è strage: 21.000 cani, 330.000 conigli e 9.000 scimmie

    21.000 cani, 330.000 conigli e 9.000 scimmie: questi i numeri degli animali utilizzati in laboratorio nel 2008 nei 27 Stati membri dell’Unione Europea. E le cifre non accennano a diminuire.

    La Commissione Europea ha pubblicato il sesto rapporto sui dati statistici relativi al numero di animali utilizzati a fini sperimentali, nell’anno 2008. Le statistiche si riferiscono esclusivamente agli animali vertebrati adulti, escludendo quindi forme non completamente sviluppate, come invertebrati e animali utilizzati già soppressi. Se queste categorie venissero incluse, il numero di animali coinvolti nella sperimentazione aumenterebbe in modo esponenziale.

    “Nonostante ciò il numero di animali usati per fini sperimentali non accenna a diminuire, rimanendo sulla soglia dei 12 milioni all’anno. – commenta Michela Kuan, biologa, responsabile Lav del settore Vivisezione – Paesi come la Germania, Spagna, Francia Irlanda e Austria mostrano, addirittura, un forte incremento, in alcuni casi superiore al 50% in più rispetto al 2005, anno a cui si riferiva il rapporto precedente, mentre l’Italia mantiene tristemente il quinto posto nella classifica degli animali usati, dopo Francia, Regno Unito, Germania e Spagna”.

    Nel 2008 sono stati utilizzati più di 21.000 cani, 330.000 conigli e 9.000 scimmie. A tal proposito bisogna ricordare come il 56% dei primati provenga da catture allo stato selvatico, pratica che comporta livelli altissimi di stress, dove tutto il nucleo familiare viene ucciso per prelevare il piccolo che, così spaventato e disorientato, affronta viaggi transoceanici rinchiuso in una piccola scatola e approda in Europa, dove trova la sua destinazione finale: il laboratorio.

    “L’Unione Europea continua a ritardare l’ incentivazione al ricorso a metodi che non facciano uso di animali. Sarà fondamentale che nell’iter di recepimento nazionale della Direttiva, Governo e Parlamento inseriscano disposizioni per favorire lo sviluppo concreto di tali metodi”, conclude Michela Kuan, della Lav.

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