Nuova specie di mammifero carnivoro scoperta in Madagascar

    Gli abitanti del posto lo dicevano da un po’: qui c’è un animale diverso da tutti gli altri. Ma la bestiola in questione era troppo veloce da acchiappare e per molti anni è rimasta nella sfera della leggenda. Ma oggi è ufficiale: una nuova specie di mammifero carnivoro è stata scoperta in Madagascar.

    I ricercatori del Durrell Wildlife Conservation Trust le hanno assegnato il nome scientifico di Salanoia durrelli, in omaggio al naturalista Gerald Durrell che dà il nome anche all’istituto. Questa Vontsira (il nome volgare) è grande come un gatto e vive negli acquitrini che circondano il lago Alaotra, il più grande del Madagascar. La sua scoperta è stata pubblicata nella rivista Systematics and Biodiversity.

    Questo piccolo carnivoro assomiglia molto alla mangusta dalla coda marrone, ma sono presenti differenze nella forma della testa, nella dentatura e nella proporzione delle zampe che dimostrano che si tratta di una specie a parte, come dimostra anche il suo adattamento alla vita acquatica. “Sappiamo ancora molto poco di questo animale, anche se è probabile che viva in un ambiente acquatico e questo lo rende particolarmente interessante, perché di solito le manguste vivono in ambienti aridi o al più in foreste”.

    Una scoperta importante, perché, se in Madagascar anche recentemente nuove specie sono venute alla luce, in questo caso si tratta del primo nuovo mammifero carnivoro individuato negli ultimi 25 anni.

    Purtroppo il fatto che questa specie sia stata appena identificata non significa che abbia vita lunga. Il ristretto habitat in cui vive l’animale è sotto assedio a causa dell’introduzione di specie di animali allogeni e le acque sono inquinate da fertilizzanti e pesticidi. Frank Hawkins, ricercatore e coature dell’articolo in cui si descrive la nuova specie, non lascia buone speranze: “Si tratta probabilmente del carnivoro più minacciato al mondo: le zone umide del lago Alaotra sono sotto pressione ambientale e solo urgenti lavori di conservazione consentiranno a questa nuova specie di avere una chance per evitare l’estizione”.

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