Webnotte: Mengoni, Giorgia, Piovani star dell’ultima puntata

Unica regola di Webnotte è che non ci sono regole.
La trasmissione nata come una scommessa della squadra dei giornalisti (ma non solo) di Repubblica e condotta da Ernesto Assante e Gino Castaldo – critici musicali – con Massimo Voci – Dj – è diventata ormai un cult della web tv. Il segreto del suo successo forse proprio nel fatto che non esiste una scaletta da seguire e gli ospiti sanno che tutto va rigorosamente improvvisato, senza condizionamenti e senza aspettative, se non quelle date dalla scelta stessa degli ospiti, tutti selezionatissimi.

Un mood e un modo di concepire l’intrattenimento che nella tv tradizionale non usa quasi più nessuno, tranne forse Fiorello nella sua Edicola del mattino. Un format che propone musica d’autore condita da improvvisate varie, insomma, dall’aria leggera e scanzonata ma mai banale o scontata, con puntate sempre diverse, apparentemente disordinate, impossibili da prevedere e che finisce per contagiare non solo chi assiste dal vivo ma anche chi partecipa da casa attraverso un tv, un computer o un tablet.

Una puntata che non andava davvero persa è stata proprio la quindicesima puntata – visibile su Repubblica.tv e in contemporanea anche su Radio Capital TiVù, sul Canale 69 DTT e 713 di Sky – in cui sono intervenuti Giorgia, Marco Mengoni, Nicola Piovani, la band rock Belladonna e gli Swing Circus.

Nel bel mezzo della redazione centrale di Repubblica, fra scrivanie, computer e sedie, hanno aperto le danze, nel vero senso della parola, gli Swing Circus che nel pur esiguo spazio disponibile hanno trascinato tutti con il loro ritmo allegro e retrò.

A seguire è arrivata Giorgia che incanta tutti cantando I will Pray – Pregherò, il brano cantato insieme ad Alicia Keys e tratto dall’ultimo album Senza Paura, uscito lo scorso novembre.
Accompagnata da Claudio Storniolo, Giorgia interpreta anche You make me feel l’intramontabile successo di Aretha Franklin.

Poi è la volta di Nicola Piovani che presenta il suo libro La musica è pericolosa in cui racconta la sua vita nel segno della musica, gli incontri che grazie ad essa gli sono stati possibili e come sono nate le melodie di alcune canzoni, come la combinazione mi-fa-sol ispirata dalle campane di un convento che è diventata Bombarolo scritta per Fabrizio De André, ai tempi tacciata di simpatie sovversive e per questo censurata insieme al disco che la conteneva, Storia di un impiegato. Piovani accenna la melodia e intorno cala un religioso silenzio.

Tra una versione di Light my fire che diventa Dammi Fuoco cantata da Nicola di Bari e una My Sharona rivisitata in romanesco per parlare del problema delle buche a Roma, il ritmo di Webnotte prosegue come di consueto veloce, incalzante, mentre si fa la storia della musica italiana e della musica internazionale, saltando generazioni e surfando tra i generi musicali.

E arriva il turno di Marco Mengoni, l’artista rivelazione del 2013, dalla voce incomparable (per dirla come il suo ultimo singolo appena uscito). Il cantautore incassa le lodi dei conduttori e propone un Medley Motown in versione acustica accompagnato dalla stupenda chitarra di Peter Cornacchia: da Signed Sealed Delivered di Steve Wonder a Sunny di Bobb Hebb, passando per Beware di Ann Peebles. Un’interpretazione eccellente ed un bel colpo per tutti quelli che ancora credono che Mengoni sia solo un prodotto commerciale da Talent Show. Gino Castaldo si lascia andare ad un sincero “strepitoso!”.

Mengoni non va via prima di aver concesso ancora un accenno de L’Essenziale, in onore al Festival di Sanremo che avrà inizio tra pochi giorni e che ha consacrato questa canzone vincitrice nel 2013.
Ma in questa puntata ce n’era davvero per tutti i gusti ed ecco anche un po’ di rock noir con i Belladonna, una band dal grande potenziale che miscela hard rock viscerale ad atmosfere gothic.

Quel che ne è venuto fuori anche ieri sera, come di consueto, sono state due ore e mezza di intrattenimento inedito e di divertimento puro generosamente offerto al pubblico per scoprire cosa vale davvero la pena ascoltare.

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